I tre meno Re più Magi, di Agosto

Il mondo, in questo scorcio di calda fine estate, aspettava con ansia la notizia dell’incontro dei tre meno Re più Magi agostani, Trump, Putin e Zelensky. Invece? S’è fatto vivo solo quello con la mirra a stelle e strisce facendo sapere che gli altri due doni dei colleghi con l’olio e l’aceto erano svaniti.  Per dirlo con le parole manzoniane è stato il “bravo” di Washington del terzo millennio che di bravo, come significato stretto della parola, ha ben poco, almeno sotto il profilo diplomatico, che ha fatto sapere, riferendosi al possibile incontro con i due presidente europei: “questo matrimonio non s’ha da fare”. Eppure il miliardario presidente d’oltreoceano aveva illuso o preso in giro il mondo facendo pensare di essere il nuovo messia della politica planetaria. Colui il quale era capace di veri e propri miracoli come la moltiplicazione dei pani e dei pesci di Betsaida o la trasformazione dell’acqua in vino di Cana. Invece, no! Tutto un bluff. Una enorme panzana nel più classico degli stili americani dal sapore effimero di un evento carnascialesco brasiliano. Eppure il mondo dovrebbe essere abituato a questo tipo di balle internazionali. Uno che annuncia di volersi prendere il Canale di Panama, l’Alaska, chiudere i confini con il Messico, risolvere i conflitti in Europa e in Medio Oriente e poi non lo fa. Uno che annuncia di imporre dazi con percentuali astronomiche e, poi, ritrattare è, certamente, l’emblema dell’affidabilità politica di tempi d’oggi. Siamo di fronte ad una palese e chiara situazione di instabilità oltre che politica, con evidenti ripercussioni economiche, anche mentali. Pazienza, in questo clima e con questi “pupi” dovremmo accontentarci di una rappresentazione della natività pacifista estiva senza Re Magi. Con la certezza che, come nella straordinaria commedia di Eduardo De Filippo “Natale in casa Cupiello”, alla domanda di Luca Cupiello: “Antò ti piace il presepe?”, il figlio Nennillo dei giorni nostri risponderebbe “no!”. Del resto questo presepe mondiale ha assunto tutto il sapore illusorio del titolo del film di Richard Friedenberg, del 2001: “La neve in agosto”. In fondo che presepe sarebbe, degno del nome della rievocazione del poverello di Assisi a Gubbio, se mancano la neve e i Re Magi?

Circa Nicola Mangialardi

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