I migranti e il nipotino dell’avvocato Basetta: ‘Non chiamateli migranti, sono nuovi italiani’

‘Non mi piace usare la parola migranti. Mi piace definirli nuovi italiani perché voglio ricordare che fino a qualche anno fa anche gli italiani andavano via. Ed erano dei migranti. Mi sembra una parola denigratoria, che non rispetta le persone’, afferma Lapo Elkann durante la presentazione, a Palermo, del protocollo d’intesa con Croce Rossa italiana per la realizzazione di interventi a favore dei soggetti in stato di fragilità.

Lapo continua: ‘Sono a favore delle Ong, portano aiuto al prossimo. La realtà dei fatti è che ce n’è bisogno.  Sulla tragedia di Lampedusa molto tristemente nessun politico era presente. È una cosa che mi intristisce molto come italiano. I politici sono pagati da noi e dovrebbero essere presenti nei momenti difficili. Trovo abbastanza vergognoso che a Lampedusa non fossero presenti le istituzioni. Non mi piace Salvini, non mi piace il suo comportamento sul tema dei migranti perché lo reputo dissolutivo e non costruttivo. Poi ognuno è libero di avere le proprie opinioni’.

‘Da Lapo Elkann dichiarazioni stupefacenti’, è la risposta di  Matteo Salvini.

Elkann parlava del barchino partito dalla Tunisia sovraccarico che, a dispetto delle 22 persone salvate,  ha causato 13 morti e una ventina di dispersi. L’Europa, come sempre, ha lasciato l’Italia sola. Era l’8 agosto, giorno dove il governo giallorosso doveva mostrare all’Italia il ‘patto europeo’,  che testimoniava il ‘cambiamento europeo’.

Quello del governo era uno stratosferico bluff visto che al vertice dei ministri dell’interno di Lussemburgo non venne firmato  alcun accordo per la redistribuzione automatica di tutti i migranti che sbarcano sulle nostre coste con l’ausilio di Ong e navi della Marina. Non ci sarà nessun primo passo verso la modifica dei Trattati di Dublino. Non ci sarà alcuna solidarietà.

Macron insiste sul fatto che debbano essere redistribuiti solo i migranti salvati che hanno diritto a ottenere la protezione internazionale, una scelta che renderebbe l’accordo come quello del 2015, e quindi inutile per l’Italia, mentre Berlino comincia a preoccuparsi dell’intensificarsi dell’attività di salvataggio da parte delle navi delle ong.

Perché il meccanismo entri in funzione serve l’adesione di almeno dieci paesi. Ma secondo fonti europee, un via libera pieno al momento sarebbe arrivato solo da Portogallo, Lussemburgo e Irlanda. L’esito più prevedibile  è che i ministri decidano di aggiornarsi a novembre, nella speranza di fare passi avanti e di portare il dossier al Consiglio europeo di dicembre. Non è escluso il fatto  che la proposta, oggi o nelle prossime settimane, venga del tutto affondata.

Il nuovo governo anti-Salvini non ha ancora alcun punto di riferimento per coordinare gli eventuali rimpatri dei migranti.

La posizione e le affermazioni del nipotino del fu avvocato Basetta lasciano interdetti. Fortebraccio lo avrebbe definito ‘lor signore’ apparendogli magro, disinfettato e pallido come una siringa…

Arianna Manzi

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