I mercati salutano positivamente la Lagarde alla guida della Bce: un nuovo Qe è più vicino

La nomina della direttrice del Fmi, Christine Lagarde, alla guida della Banca Centrale Europea sta facendo bene alla malaticcia economia dell’Europa. I mercati, come per magia, hanno benedetto l’incoronazione dell’avvocato francese prestata all’economia con un calo generalizzato nei rendimenti dei maggiori titoli pubblici dell’Eurozona mercoledì: non solo dei Btp italiani, che hanno scontato anche la ritrovata armonia con l’Ue sui conti, ma anche i titoli a 10 anni tedeschi e francesi, i cui rendimenti hanno toccato nuovi minimi (rispettivamente -0,397% e -0,102%). L’idea che regna in queste ore nei mercati finanziaria è molto semplice: con la Lagarde aumentato le chance di un nuovo allentamento della politica monetaria nel Vecchio Continente.

La convinzione che la prima presidente Bce non economista, si farà promotore di nuove politiche espansive deriva dalle sue politiche adottate negli anni passati alla guida del Fmi. L’istituzione internazionale, infatti, si è spesso pronunciata a favore degli stimoli monetari non convenzionali in Europa. Non solo: il Fmi ha ripetutamente esortato il coordinamento delle politiche fiscali all’interno dell’Eurozona, con particolare riferimento ai Paesi che avrebbero più spazi per spendere e investire di più. Questo fa pensare che la nuova presidenza continui sulla scia delle politiche adottate dall’uscente Mario Draghi. Un passaggio non da poco visto che alla vigilia delle nomine erano emersi solo nomi di ‘rigoristi’ ed ‘intransigenti’ portavoce dei baluardi delle economie del nord Europa. La nomina di Lagarde, rispetto esempio il finlandese Olli Rehn, o al presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, lancia dunque un messaggio più distensivo ed ‘espansivo’ per il futuro della politica monetaria europea. E su questa scia all’orizzonte si intravede un nuovo Quantitative easing considerato che l’andamento dei prezzi nell’Eurozona si sta nuovamente allontanando dagli obiettivi, con un tasso d’inflazione all’1,2% annualizzato a maggio – al di sotto del target “poco inferiore al 2%”. I salotti economici dell’Eurozona salutano, dunque, con entusiasmo la nomina di Christine Lagarde, alla guida della BCE e segnalano come la nuova presidente darà seguito con fermezza il messaggio di Draghi, sul fatto che la banca centrale è pronta a rispondere agli shock, ma che qualsiasi azione [della Bce] sarebbe significativamente più efficace con una politica fiscale di sostegno. E non è poco per una economia italiana ancora in cerca di identità.

di Omar Scafuro

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