Terzi: I due marò restano in Italia, India: “Decisione inaccettabile”

I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non rientreranno in India. L’annuncio è stato dato dal ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi. I due fucilieri della Marina Militare italiana, accusati di aver ucciso due pescatori indiani e sotto processo in India, avevano avuto un permesso speciale per votare alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio scorso. La decisione è stata comunicata alle autorità indiane dall’Ambasciatore d’Italia a New Delhi, Daniele Mancini. “L’Italia ha sempre ritenuto che la condotta delle Autorità indiane violasse gli obblighi di diritto internazionale gravanti sull’India in virtù del diritto consuetudinario e pattizio, in particolare il principio dell’immunità dalla giurisdizione degli organi dello Stato straniero e le regole della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS) del 1982”, si legge nella nota diffusa dalla Farnesina. Dopo la sentenza del 18 gennaio 2013 della Corte Suprema indiana, l’Italia ha proposto al Governo di New Delhi l’avvio di un dialogo bilaterale per la ricerca di una soluzione diplomatica del caso anche in relazione alla lotta alla pirateria come prevede la Convenzione UNCLOS. Ma dall’India non è giunta a Roma alcuna risposta positiva alle richieste avanzate dal governo italiano. Così “il Governo italiano ritiene che sussista una controversia con l’India avente ad oggetto le regole contenute nella predetta Convenzione e i principi generali di diritto internazionale applicabili alla vicenda”.

“Per questi motivi – continua la nota del ministero degli Esteri –  l’Italia ha ribadito formalmente al Governo indiano, con la nota verbale consegnata oggi dall’Ambasciatore Mancini, la propria disponibilità di giungere ad un accordo per una soluzione della controversia, anche attraverso un arbitrato internazionale o una risoluzione giudiziaria, chiedendo all’India di attivare le consultazioni previste dalla Convenzione UNCLOS”.

“L’Italia ha informato il Governo indiano che, stante la formale instaurazione di una controversia internazion ìale tra i due Stati, i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non faranno rientro in India alla scadenza del permesso loro concesso”.

La decisione di non far rientrare in India i due militari italiani è stata notificata anche all’Ambasciata indiana a Roma ed è stata assunta d’intesa con i Ministeri della Difesa e della Giustizia e in coordinamento con la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

 India: “Decisione inaccettabile”. E’ una decisione assolutamente inaccettabile.  Duro commento da parte del primo ministro indiano Manmohan Singh, che ha contestato duramente la decisione presa dal governo italiano.
Il premier ha dichiarato che chiederà al ministro degli Esteri Salman Khurshid “di sollevare la questione con l’Italia”.  Ma alcuni dei deputati di sinistra hanno parlato di una vera e propria “cospirazione”.  “Oggi pomeriggio chiederemo la sospensione del Question Time per aprire un dibattito”, ha dichiarato uno di loro, commentando la dei marò.

Il partito dell’opposizione indiana di centrodestra ha detto oggi che il rifiuto dell’Italia di far ripartire i marò “é un tradimento” e “un inganno contro la Corte Suprema dell’India”. E’ quanto affermato oggi dal portavoce del Bharatya Janata Party (Bjp), Rajiv Pratap Rudy, ai giornalisti indiani. “Gli italiani pensano che l’India sia una repubblica delle banane” ha aggiunto. Il Bjp chiede inoltre al governo “che si impegni a far processare i due militari italiani in India”. Finora non ci sono state ancora reazioni ufficiali di New Delhi. Interpellato stamattina dalle televisioni, il ministro degli Esteri Salman Khusrhid ha detto che “deve ancora leggere la nota verbale” della Farnesina e che dopo aver preso atto della situazione “il governo darà una risposta”.

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