I cattolici e il sogno di nuovo partito

Le ragioni vanno comprese. Da un lato una delusione unita ad una grande insoddisfazione per la qualità della classe politica italiana nelle sue componenti. Dall’altro l’opportunità dettata dal fatto che vige di nuovo il sistema proporzionale, come ai tempi d’oro della democrazia cristiana, e quindi perché non cogliere l’occasione e tentare una nuova avventura? Il dibattito va avanti da qualche mese, ma la discussione sembra insensata, perché la politica dell’identità cattolica sembra superata nel tempo e dagli eventi. Non avrebbe senso dar vita ad un partito del 5 o 6 %. infatti il tramonto della politica dell’identità cattolica ha apportato diversi vantaggi e non da poco. Oggi un leader politico degno di questo nome, può attrarre consensi tra cattolici e non. Essere cattolico non significa non riscuotere consensi, se si è politicamente capace, anche tra i non credenti.Il dibattito sulla nascita di un nuovo partito cattolico in Italia, è interessante per quello che sottintende. Quello che viene sottinteso riguarda la formazione della nuova classe politica italiana. La fine dei partiti storici all’inizio degli anni novanta ha segnato la fine e la totale scomparsa anche dei circoli e delle sezioni dove si formavano le classi politiche. E da quel vuoto sono venuti fuori i dilettanti della nuova classe politica che ricoprono addirittura incarichi apicali. A questo punto qualcuno ha pensato che la Chiesa con le sue parrocchie, le sue scuole,le sue associazioni potrebbe formare una nuova classe politica. Questo ragionamento, per quanto possa avere un barlume di razionalità è fallace perché non tiene conto che in un solo colpo verrebbero danneggiate la democrazia nella sua laicità e la Chiesa verrebbe trascinata dentro lotte di parte. Però l’esigenza sottintesa a questo dibattito permane. Come formare classi politiche di livello alto? Innanzitutto i partiti, così come li abbiamo conosciuti non sono più ricostruibili in un’epoca contrassegnata dal dominio dei social. Una strada percorribile però ci sarebbe. Certamente i primi risultati apprezzabili si avrebbero solo nel medio e lungo termine e non sarà praticabile fino a quando le cosiddette élite continueranno a voltare il capo dall’altra parte ogni qualvolta si solleva l’argomento.Se vogliamo in futuro una classe politica di valore, bisogna ricostituire scuole di ogni ordine e grado all’altezza del compito.Avere scuole di qualità, significa formare un pubblico attento e non disposto ad ascoltare politici ignoranti che non conoscono la lingua italiana e dicono nella totale indifferenza di chi li ascolta un cumulo di corbellerie.La selezione di classi politiche migliori potrà essere il frutto di un sistema di istruzione di qualità. Oggi in tanti gridano che la vita politica è piena di mediocri e ignoranti, ma se non si rendono a loro volta conto che è il frutto di un sistema educativo ormai deteriorato, vuol dire che sono anch’essi dei mediocri. Non fa alcuna differenza essere o non essere cattolici.

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