Hong Kong: 1,1 milioni di cittadini firmano petizione a favore della legge sulla sicurezza

Ha superato quota 1,1 milioni il numero di residenti di Hong Kong che hanno firmato una petizione a sostegno della legislazione sulla sicurezza nazionale al vaglio in queste ore del parlamento cinese. Secondo quanto spiega la stampa cinese, la raccolta delle firme e’ stata lanciata domenica da un’organizzazione di nuova costituzione avviata da migliaia di persone e centinaia di gruppi che rappresentano vari settori della comunita’ di Hong Kong. Secondo l’organizzatore United Front Supporting National Security Legislislation, negli ultimi tre giorni sono stati allestiti 2.005 stand in tutta la citta’ e raccolte oltre 730 mila firme. Inoltre, oltre 400 mila residenti hanno preso parte alla petizione online. Il governo cinese ha impresso una drastica accelerazione al processo di accentramento giuridico e amministrativo nei confronti di Hong Kong, autorizzando il Comitato permanente della 13ma Assemblea nazionale del popolo – riunita da venerdi’ 22 maggio, nella sua terza sessione annuale – a varare una “legge sulla sicurezza”, espressamente concepita per soffocare gli impulsi indipendentisti e il movimentismo pro-democratico nell’ex colonia britannica. Secondo le anticipazioni rilanciate nelle scorse ore dalla stampa di Hong Kong e internazionale, il nuovo provvedimento di legge conferirebbe a Pechino l’autorita’ di vietare qualunque attivita’ di natura sovversiva e indipendentista, nonche’ tutte le interferenze e le influenze destabilizzanti provenienti dall’esterno. Gia’ da settimane Pechino segnalava l’intenzione di restringere il perimetro dell’autonomia concessa ad Hong Kong nel contesto del principio “Un paese, due sistemi”, che ha dettato il ritorno di quel territorio alla Cina, nel 1997, e la successiva convivenza tra l’ex colonia e la Cina continentale.

Il progetto di legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong “e’ stato sottoposto a revisione meticolosa e non pregiudichera’ le liberta’ di parola e di stampa garantite dalla Legge fondamentale” dell’ex colonia britannica, ha dichiarato l’ex capo esecutivo della Regione amministrativa speciale Tung Chee-hwa, secondo cui la legge in questione si rivolge solo a reati gravi e attivita’ illegali, quindi la maggior parte delle persone non dovrebbero temerla. Tung ha dichiarato che le affermazioni secondo cui la legislazione fara’ perdere a Hong Kong “democrazia e liberta’”, oltre al suo status di hub finanziario internazionale, e portera’ alla morte del principio “Un paese, due sistemi” sono false e prive di fondamento. “Queste voci intendono solo scatenare il panico e la paura”, ha aggiunto. Tung, che e’ anche vicepresidente del Comitato nazionale della Conferenza consultiva politica del popolo cinese (Cppcc), ha affermato che importanti principi per stabilire e migliorare il sistema legale ad Hong Kong sono chiaramente indicati nel progetto di decisione, tra cui la difesa del principio “Un Paese, due sistemi” e la tutela dei diritti legali dei residenti dell’ex colonia britannica.

A fare eco a Tung e’ stato l’attuale capo esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, che si e’ impegnato a garantire ai cittadini della regione speciale la trasparenza in merito agli sviluppi riguardanti la nuova legge sulla sicurezza nazionale allo studio del governo cinese, sostenendo che tale iniziativa non presenta rischi per i diritti e delle liberta’ degli honkonesi. Lam ha aggiunto che queste prerogative possono essere garantite istituendo e migliorando il sistema legale e i meccanismi di applicazione. “Gli interessati devono attendere i dettagli della legislazione proposta”, ha detto Lam, secondo cui non esiste alcuna contraddizione tra la legge sulla sicurezza nazionale allo studio di Pechino e la Legge fondamentale di Hong Kong. Secondo il capo esecutivo, la legislazione sulla sicurezza rientra nell’ambito del potere legislativo di uno Stato. La nuova legge contribuira’ a mantenere la Regione amministrativa speciale di Hong Kong come centro finanziario globale, ha aggiunto Lam. “La sicurezza sociale e la stabilita’ politica sono indispensabili per un centro finanziario come Hong Kong”, ha spiegato. Il governo centrale ha anche sottolineato la protezione degli interessi legali degli investitori stranieri.

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