Se si vuole respirare l’aria del teatro, quello autentico fatto di passione, dell’odore del velluto delle poltrone, di un’attrice e la sua valigia (per citare De Gregori); allora, Natalia Simonova in Marilyn Monroe è lo spettacolo da vedere.
Marilyn Monroe è un monologo, inserito in una rassegna dal titolo Hollywood: La Fabbrica dei sogni ritratti teatrali dedicati alle grandi dive del cinema. Natalia Simonova mette in scena la vita di tre donne, tre attrici: Greta Garbo, Marlene Dietrich e Marilyn Monroe appunto. Si può godere dello spettacolo al teatro Porta Portese il 3 e il 4 giugno.
Scritto, diretto e interpretato con dedizione da Natalia Simonova: attrice duttile e poliedrica, capace di tenere viva l’attenzione per un’ora e venti, raccontando biografia e dramma della donna Norma Jane e non dell’attrice che era Marilyn. La sua infanzia difficile e, soprattutto, la frustrazione del pregiudizio: la bellezza precedeva il suo talento e la sua intelligenza.
Tutto raccontato ed interpretato con naturalezza misto a leggerezza profonda.
Un clima di pathos crescente che l’ha portata a sopportare tutto, tranne l’opinione, che il suo grande amore Arthur Miller, aveva di lei. Opinione che si conformava al pensiero del grande pubblico. Desiderata e respinta. Amata e odiata. Adulata e denigrata. Un flusso di contrapposizioni, emerse, in una messa in scena dai toni pacati ma potenti.
Il violino, della musicista Anastasia funge da fil rouge per tutta la rappresentazione, conferendo movimento al lungo monologo. Così come le foto autentiche della vita di Marilyn, proiettate su uno schermo in fondo alla scenografia, oltre a permettere gli innumerevoli cambi d’abito, danno allo spettacolo anche un taglio documentaristico.
Cecilia Palombi
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