Hillary verso la storia, oggi la nomination

Hillary Clinton si appresta a fare la storia come prima candidata donna alla Casa Bianca. Oggi e’ il giorno della nomination. In un clima che, almeno all’interno dell’arena di Filadelfia, sembra oramai essersi rasserenato dopo le divisioni degli ultimi giorni. Grazie anche agli interventi di Michele Obama e di Bernie Sanders il cui scopo e’ stato proprio quello di ritrovare l’unita’ del partito. E la seconda giornata della kermesse di Filadelfia e’ anche quella del discorso di Bill Clinton che, in caso di vittoria della moglie a novembre, diventera’ il primo ‘first gentelman’ della storia Usa, accanto alla prima donna presidente degli Stati Uniti. Michelle Obama prende la parola nella prima serata della convention democratica, con il suo candore, la sua onestà, la sua autenticità e parla a favore di Hillary.   A Michelle spetta il compito di cercare di unire un partito diviso e di affrontare temi scomodi e sensibili, quali le tensioni razziali. Un compito non facile per Michelle che con il suo intervento avvia quel passaggio di testimone alla famiglia Clinton, passaggio che potrebbe culminare con la vittoria di Hillary a novembre. E un passaggio che potrebbe segnare da un lato una svolta, perché si tratterebbe della prima donna presidente degli Stati Uniti, dall’altro di un ritorno al passato, con una dinastia, i Clinton, che torna alla Casa Bianca. Michelle con le sue parole spiega perché è importante eleggere Hillary presidente, soprattutto da pensando all’ impatto sulla vita di tutti i giorni delle famiglie. Ne sottolinea il temperamento, il carattere e l’esperienza, e come la sua carriera rifletta ideali come ‘opportunità, uguaglianza e inclusione’. Eppure otto anni fa, quando era salita sul palco della convention democratica, Michelle aveva usato ben altre parole per Hillary, spiegando ai democratici e agli americani il perchè suo marito aveva battuto Hillary. L’intervento di Michelle potrebbe offrire spunti proprio su questo tema e  l’appoggio a Hillary è legato alla necessità di portare avanti le battaglie del suo Barack e la sua eredità. La popolarità e la stima di cui gode Michelle sono state evidenti anche alla convention repubblicana, con Melania Trump che ha preso in prestito alcune delle sue parole. Michelle e’ stata lungamente applaudita: ‘E’ difficile credere che siano gia’ passati otto anni da quando sono venuta qui per dirvi perche’ mio marito sarebbe stato un presidente e c’è solo una persona in cui credo per la presidenza, ed  e’ Hillary Clinton. In questa elezione  si decide chi avra’ il potere di definire il futuro dei nostri figli e io credo in Hillary che ha il temperamento per essere presidente’. Da notare che c’è un effetto Cleveland per Donald Trump che dopo la convention repubblicana supera Hillary Clinton portandosi per la prima volta al 48%. Lo stesso sondaggio indica che per il 68% degli americani Hillary Clinton non e’ onesta e affidabile. L’ex first lady sembra pagare la campagna serrata di Donald Trump che la descrive come corrotta e lo scandalo emerso negli ultimi giorni con la fuga delle e mail del partito democratico.  Bernie Sanders  e’ stato invece accolto con un tifo da stadio alla convention democratica, con una standing ovation durata tre minuti. Applausi e cori che gli hanno impedito di iniziare il discorso, nonostante i diversi tentativi: ‘So che molti di voi in questa sala e nel Paese sono delusi’, ha affermato il senatore, prima di ribadire il suo endorsement per Hillary Clinton. ‘Hillary  deve diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti, non c’e’ scelta. Abbiamo bisogno di una leadership che tenga tutte le persone insieme e non di una leadership che divide e  queste elezioni non sono su questo o quel candidato, queste elezioni sono sul futuro che vogliamo dare ai nostri figli e ai nostri nipoti’. I suoi fan sono passati dai fischi alle lacrime.  Il commento di Donald Trump arriva come sempre su Twitter: ‘Triste vedere Bernie Sanders abbandonare la sua rivoluzione. Diamo il benvenuto a tutti gli elettori che vogliono’.

Roberto Cristiano

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