Grillo tra ‘correnti sdoganate’ e doppio mandato

Nome, simbolo e manifesto programmatico. “Italia più 2050”, che da qualche giorno si è dotata di tutto l’armamentario, è la più strutturata, ma non è la sola corrente del M5S. Dunque, ormai, appaiono lontanissimi i tempi dei “Vaffa Day” e degli slogan scanditi tra un “onestà” e l’altro, che recitavano più o meno così: “Non siamo un partito, non siamo una casta, siamo cittadini punto e basta”. Le correnti, infatti, in un M5S sempre più balcanizzato, sono ormai di fatto completamente sdoganate, tanto che a pochi giorni da quella fondata dalla sottosegretaria al Sud, Dalila Nesci, già ne è nata un’altra: “Innovare”.

Il neonato gruppo “Innovare” è costituito soprattutto da parlamentari alla prima legislatura, ostili all’ipotesi di una deroga ai due mandati. Sono circa 30 eletti, tra questi Maria Pallini, Luca Carabetta e Davide Zanichelli. Oltre al tema del numero dei mandati che poi, in tempi di parlamentari tagliati e consenso dimezzati, significa prima di tutto chance di riconferma, a dividere “Italia Più 2050” e “Innovare” c’è la questione dei rapporti con Rousseau.

«Per noi le regole sono quelle votate dagli iscritti l’ultima volta su Rousseau. Noi parliamo di temi, non ci interessano le poltrone. L’Associazione di Davide Casaleggio? Abbiamo un buon rapporto con Rousseau. Vogliamo mantenerci ancorati ai principi che hanno reso il M5S la prima forza politica in Italia», ha detto  il deputato Giovanni Currò, tra i promotori di “Innovare”. «La parola corrente – ha detto – non mi scandalizza, si può utilizzare qualsiasi termine. Ma preferiamo essere considerati un gruppo di parlamentari che lavora sui temi e organizza incontri sul futuro e l’innovazione».

Il limite dei “due mandati deve essere un pilastro fisso, l’ho proposto anche a Conte”. È quanto, secondo fonti parlamentari, ha spiegato Beppe Grillo intervenendo alla congiunta dei gruppi M5S ieri pomeriggio.

La conferma del vincolo del doppio mandato manda in tilt le chat su cui si accende il confronto. Il rischio è che scoppi un Vietnam nei gruppi parlamentari fra chi è stato eletto per la prima volta e chi si trova alla seconda esperienza.

Il rapporto con Rousseau e la questione dei due mandati non agita solo le correnti: sono anche i due dei nodi che il leader in pectore del M5S Conte è chiamato a sciogliere.  L’ex premier è in stretto contatto con Beppe Grillo, che potrebbe vedere già nel fine settimana. Ma difficilmente la presentazione del progetto rifondativo del M5S, che prevede un nuovo statuto e un manifesto dalla chiara impronta ambientalista, avverrà prima di Pasqua. Conte non ha ancora affrontato il tema di una possibile abolizione del tetto dei due mandati, ma, raccontano, starebbe pensando a regole meno rigide per il nuovo M5S, a partire dallo stop al divieto di candidarsi per altri incarichi se il mandato non è ancora terminato.

Andare avanti con Giuseppe Conte alla guida del movimento e stringere un accordo con il centrosinistra: questa la strada indicata da Grillo ai parlamentari nel corso della videoconferenza. “Conte è meraviglioso – ha detto – Presto voteremo quando avremo una piattaforma. Con Rousseau troveremo un accordo”.

Non è mancato l’appoggio alla ricandidatura di Virginia Raggi al Comune di Roma. “Dobbiamo darle massimo sostegno, bisogna difenderla qualunque cosa accada”, ha detto agli esponenti del movimento.

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