Grillo show a Porta a Porta

Grillo show a “Porta a Porta”, che inizia fin  dal   suo ingresso negli studi di via Teulada della Rai.  Ad accoglierlo Bruno Vespa con  un nutrito gruppo di giornalisti, fotografi e cameraman, ed il direttore di Rai 1 Giancarlo Leone.  Il leader di M5S arriva con due taxi nel cortile della struttura,  ed uscendo dall’ auto dice allo storico conduttore: “Vespa, ho un regalo per te!”.  Lo accompagna all’altro taxi dove c’è un plastico con un castello fornito anche di carceri,  dove Grillo ha inserito politici e giornalisti. “Nel castello di Lerici ci sono anche delle segrete da cui spuntano dei signori, e dove ci sono tutte le categorie: politici, imprenditori e giornalisti. Sarete processati anche voi online, abbiamo bisogno di uno sfogo, di uno sputo digitale. Faremo un processo che durerà un anno”. ”  Aggiunge poi: “Vinceremo le Europee e poi le Politiche,  e nell’attesa faremo questi processi on-line: ci saranno i politici e gli imprenditori come De Benedetti e Tronchetti e, come dicevo,  i giornalisti. Ho messo anche Vespa che rappresenta bene tutta la categoria”. Ed ai giornalisti che gli chiedono come mai il rientro in Rai dopo tanti anni risponde: “Perché sono a Porta a Porta? E’ una mossa politica, ci sono le elezioni…”. In un momento della trasmissione il leader M5S provoca ancora Vespa: “Tu non sei un giornalista, sei un pacchetto. Tu sei in pensione ma vendi un pacchetto”. Sono commosso, ha esordito Grillo in piedi,  e non seduto come lo sono tradizionalmente tutti gli ospiti di Porta a Porta.  Torno in Rai dopo tanto tempo, finalmente. Ma questo pubblico qui è tutto pagato. Hanno pregiudizi contro di me. Ma la mia è una rabbia buona. Noi non siamo violenti. Il mio è un piano B”. Poi l’ammissione, nonostante l’ospitalità di via Teulada, che   da anni non paga il canone Rai. La Rai va ridimensionata, ha 13mila dipendenti, tre società che gestiscono un miliardo con le fiction. Sono venuto a dimostrarvi che non sono nè Hitler né Stalin: abbiamo tolto la violenza dalle strade. Se non si è formato un partito violento e fascista  è merito nostro che abbiamo incanalato le forze incattivite in un movimento democratico. Una   gigantografia campeggia sul grande schermo e il Beppe chiede:  ”Ma non c’è una mia foto normale?”,  commentando la sua foto con lo sguardo accigliato. ”Ogni volta pubblicate foto che non sono normali”.  Pronta la replica di Vespa: “Ma quella è una foto normale…”. E’ vero. Io risulto uno che grida  perché  sono arrabbiato.  A volte esagero ma è una rabbia che ha unito in un bel sogno 10 milioni di italiani.  Non siamo andati in giro a far a botte con la polizia o a sfasciare le vetrine. La mia rabbia è una rabbia buona: questo non è un partito, è un sogno, è un piano B. Noi vinceremo e la nostra sarà una marcia trionfale. E su Renzi dice: “L’ebetino è gia’ finito: parliamo del nulla, del niente”. E quando parlo di lupara bianca, uso una espressione giornalistica  che significa che questi politici sono ormai scomparsi. Monti, ad esempio, chi se lo ricorda? Un usciere della Bocconi l’altro giorno l’ha fermato e gli ha detto: “lei chi è? dove va?” Grillo poi parla del prossimo appuntamento elettorale: “Il voto del 25 maggio è un voto politico: o noi o loro. Da resettare, bisogna mandarli a casa tutti ma solo dopo aver verificato prima se hanno rubato”. Grillo mostra un grande assegno destinato alle Piccole e medie imprese ricavato dai tagli alla diaria dei deputati del M5S. E poi su Angela Merkel. “Renzi è andato in Europa, è andato lì e ha dato due slinguate alla Merkel”. E poi una stoccata su  Berlusconi e Dudù. “La mia su Dudù  era una battuta. Io vorrei vivisezionare il padrone e non Dudù. “. E riferendosi a Berlusconi aggiunge: “Lui però ha una società dove fanno sperimentazioni animali; lui che dice che io voglio uccidere tutti i cagnolini. Lui che offre le dentiere gratta e vinci, Dudù e controdudù” Se vinciamo le elezioni diremo che Napolitano non rappresenta più questa Repubblica. Siamo già adesso la prima forza politica del Paese. Il leader M5S interviene anche sulla vicenda Expo: “L’Expo è una speculazione a delinquere di destra e di sinistra. E’ una truffa colossale. Non ci sono investimenti, sono tutti debiti”. A proposito di Europa, Grillo ha ripetuto i suoi propositi bellici, nonostante un referendum per l’uscita dall’euro sia praticamente impossibile senza modifiche costituzionali.  “Noi andremo a Bruxelles insieme a Spagna e altri paesi mediterranei e stracceremo il Fiscal Compact. Il debito di tutti i paesi deve essere spalmato e condiviso da tutta l’Unione Europea. Altrimenti ce ne andiamo. Sull’Euro devono decidere gli italiani e non quattro coglionetti”. E sulla crescita dice che bisogna cambiare tutto, investire su altro, come le energie rinnovabili.  “Sei per il lavoro flessibile?”, gli chiede Vespa. “Assolutamente sì”, ha risposto Grillo, “Io mi son letto la legge Biagi e per metà è condivisibile, ma ci vuole anche il reddito di cittadinanza. Dove trovo i 19 miliardi necessari? Via rimborsi elettorali ed editoriali, tasse su gioco d’azzardo, dove siamo i primi del mondo con 90 miliardi, e poi 4 miliardi di entrate Iva non pervenute”. “Non bastano”, risponde Vespa, che passa agli F35: “Basta, bisogna tagliarli”, è stata la risposta di Grillo. I lavoratori coinvolti che perderanno il lavoro? Verranno spostati. Il futuro sono i droni e le stampanti 3d, per le turbine, ma anche per le case. Grillo e Vespa si stringono la mano prima della sigla di chiusura e dell’uscita del leader M5s dallo studio di “Porta a Porta”. Il selfie fatto con Bruno Vespa viene prontamente inserito da Grillo nel suo blog, puntualizzando di aver accontentato il Vespa facendolo…

 Cocis

 

 

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