Grillo: riforma seria della Legge elettorale o subito al voto

Con l’approvazione dell’art. 2 del ddl riforme, il disegno del governo di Matteo Renzi per il futuro di Palazzo Madama comincia a delinearsi nelle sue linee principali, a partire dall’elezione di secondo grado dei membri del Senato e dalla trasformazione di quest’ultimo in una Camera rappresentativa delle Regioni. L’art. 2 prevede un Senato di cento senatori: 95 rappresentativi delle istituzioni territoriali e cinque che potranno essere nominati dal Presidente della Repubblica. E’ questo il cuore della riforma voluta da Renzi e dal ministro Boschi con l’elettività di secondo grado dei senatori. Saranno infatti i Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e Bolzano a scegliere i senatori, con metodo proporzionale, fra i propri componenti. Inoltre le regioni eleggeranno ciascuna un altro senatore scegliendolo tra i sindaci dei rispettivi territori, per un totale, quindi, di 21 primi cittadini che arriveranno a Palazzo Madama. La ripartizione dei seggi tra le varie Regioni avverrà in proporzione alla loro popolazione ma nessuna Regione potrà avere meno di due senatori. La durata del mandato dei nuovi membri del Senato coinciderà con quella prevista negli organi, Regioni o Comuni, in cui sono stati eletti. Il sistema che verrà adottato per la scelta di consiglieri regionali e sindaci da inviare a Palazzo Madama sarà regolato da una legge elettorale ad hoc, con un punto fermo: i seggi saranno attribuiti in proporzione rispetto ai voti espressi a livello locale e alla composizione degli stessi Consigli regionali. Beppe Grilloin merito ha rilasciato ai giornalisti una dichiarazione prima di salire sul gommone per l’isola della Maddalena: “O si riforma seriamente la legge elettorale o si va subito a votare. E se gli italiani sosterranno ancora loro, diremo che loro hanno ragione e che io ho sbagliato per tutta la vita. Bisogna tenere alta l’attenzione rispetto a un luogo che non può più stare così, ed è la storia d’Italia. Le cose rimangono irrisolte, e se andassimo al governo saremmo sicuramente in grado di prendere decisioni per questa terra vilipesa. Se la maggioranza degli italiani vuole Renzi, Napolitano e la triplice europea non posso fare niente, solo una rivoluzione culturale e proponiamo il Parlamento in piazza contro la farsa di Palazzo. Non si tratta di eliminare il Senato, ma di risolvere il problema di un Parlamento di nominati, che poi nomina il Csm. E’ un paese più antidemocratico dell’età fascista. Noi studiamo, loro votano, modificano i regolamenti. E Grasso sostiene questa infamia democratica. Da parte di Renzi non c’è nessuna apertura”. Il Beppe poi torna ad attaccare l’accordo Renzi-Cavaliere: “Uno salva l’altro: Berlusconi pensa alle sue imprese e in cambio voterà le riforme. Basta. E basta col Parlamento di nominati che ancora pretendono l’immunità. Sono personaggi televisivi”.

 

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