Grecia: Tsipras, non rispetteremo accordi fatti da predecessori

E’ finita la campagna elettorale in Grecia. E si è chiusa con la tensione alle stelle tra il vincitore in pectore Alexis Tsipras e il severo custode dell’austerità, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. Parlando da World Ecomic Forum di Davos, l’esponente del governo Merkel ha gelato gli entusiasmi suscitati in Grecia dall’annuncio di Mario Draghi sull’acquisto dei titoli ellenici. ”Se ho capito bene se la Grecia rifiuta il programma non farà parte del Quantitative easing”. Non si è fatta attendere la risposta altrettanto tagliente di Tsipras, in conferenza stampa ad Atene: un governo Syriza, ha detto, ”non rispetterà accordi firmati dal governo precedente”. Il giovane leader della Sinistra, che giovedì sera ha scatenato gli entusiasmi dei suoi sostenitori con un discorso ispirato e deciso sulla nuova era che attende la Grecia in caso di sua vittoria, ha spiegato che ”il nostro partito rispetta gli obblighi che derivano dalla partecipazione della Grecia alle istituzioni europee. Ma l’austerità non fa parte dei trattati di fondazione dell’Ue”. E alla Germania ha riservato una stoccata particolare, dicendo che ”il mio primo viaggio all’estero da capo del governo non sarà a Berlino, ma sarà a Cipro. Merkel non è più speciale di altri leader Ue”. Renzi aveva espresso una linea diversa: ”Non sono preoccupato per i risultati delle elezioni greche, rispetto la libera determinazione dei cittadini e dalla prossima settimana i partner lavoreranno’ con il nuovo premier nel rispetto del percorso già avviato”, ed  aveva quindi ribadito il ”desiderio di tenere la Grecia dentro la storia Ue”. Tuttavia, nonostante i toni rigidi di Schaeuble e Tsipras, spazi di manovra potrebbero esserci perché, almeno secondo il presidente di Syriza ”l’annuncio della Bce stabilisce il calendario del negoziato con i creditori e lo fa arrivare a luglio”, quando la Grecia sarà papabile per l’acquisto di titoli. Il piano di salvataggio Ue scade tecnicamente il 28 febbraio e esponenti comunitari da tempo indicano che la Grecia dovrebbe chiedere un rinvio; per Tsipras, che non vuole estendere in ogni caso i termini dell’odiato Memorandum, il rinvio è ora nei fatti. Il premier Antonis Samaras, combattivo anche se in evidente affanno sul rivale che continua a staccarlo nei sondaggi,  ha affermato che solo con le politiche di Nea Dimokratia la Grecia non uscirà dal QE della Banca centrale ed ha detto che ”Tsipras è al servizio della lobby della dracma’, affermando tra l’altro che la Grecia farebbe la fine di Cipro con il disastro delle banche se la sinistra di Syriza vincerà domenica.  La parola passa  agli elettori.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com