Grecia. L’accordo anti crisi non convince l’Eurogruppo

L’accordo raggiunto in Grecia per salvare il paese dal default non convince le istituzioni europee che non prenderanno alcuna decisione ufficiale su Atene. “C’é un accordo di partenza, ma ora tocca alla Grecia convincere i suoi partner dell’Eurozona sulla credibilità delle sue riforme”. Le parole del commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn fanno ben comprendere l’aria che si respira nell’Eurogruppo. Ad Atene “é stato trovato un accordo a livello di esperti” del governo e della troika, ma “ora tocca al governo e al parlamento convincere la Ue del loro impegno sulle riforme, con azioni e leggi”, ha aggiunto Rehn.

Anche  Christine Lagarde, direttore generale del Fmi, non nasconde che l’accordo raggiunto ad Atene “é un passo avanti ma resta ancora molto da fare”. Cauto nelle dichiarazioni è anche Jean Claude Juncker. “Non credo ci sarà una decisione finale sulla Grecia stasera, abbiamo molti elementi di cui discutere, e questo non è un disastro”, sottolinea il presidente dell’Eurogruppo,

Atene però festeggia all’accordo sulle misure di austerity trovato dal governo greco e i partiti politici. “Le trattative fra il governo greco e la troika che erano rimaste aperte, sono state concluse con successo”, si legge in un comunicato ufficiale diffuso ad Atene poco fa, dal premier greco Lucas Papademos. Anche Evangelos Venizelos, ministro dell’Economia greco, precisa che “dopo lunghi negoziati abbiamo l’accordo per un programma forte di aiuti e un accordo con i creditori privati. Ora ci serve il sostegno politico dell’Eurogruppo per compiere il passo finale”.

Tra le misure concordate tra i leader dei partiti greci e Papademos c’è una riduzione del 22% del salario minimo, il licenziamento di 15mila statali e il congelamento di tutti gli aumenti di stipendio fino a quando il tasso di disoccupazione non sarà ridotto al 10% dall’attuale 19%. Il Parlamento dovrebbe approvare il nuovo piano di austerity domenica, in modo da permettere l’avvio di tutte le procedure legali per ottenere i nuovi aiuti in tempo per le scadenze del debito previste per il 20 marzo.

Per Atene questo pacchetto dovrebbe portare nelle casse dello Stato quei 300 milioni mancanti al piano di austerity dopo aver detto ‘no’ al taglio del 15% sulle pensioni chiesto dall’Unione. Soldi, questi, necessari per chiudere il pacchetto da 3,2 miliardi chiesto da Bruxelles e Washington per dare il via libera agli aiuti da 130 miliardi. Ma c’è da convincere l’Eurogruppo.

Intanto i due principali sindacati greci per il settore pubblico e privato hanno proclamato uno sciopero di due giorni a partire da domani, in risposta alle nuove misure di austerity definite dal governo.

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