Grande ritorno per l’Idomeneo all’Opera di Roma

Idomeneo re di Creta, opera del 1781, su libretto dell’abate Giambattista Varesco, torna all’Opera di Roma dopo 36 anni, eseguita nella versione di Vienna con il ruolo di Idamante interpretato da una voce maschile, conclude la stagione 2018/19 al Costanzi.

Questa grande opera mozartiana, un’opera seria con chiari rimandi al teatro di Gluck molto evidenti nella soluzione dell’intervento della voce divina, che torna anche nel Don Giovanni, affronta un tema mutuato dalla classicità, ma prende le mosse da “Les Aventures de Télémaque” romanzo che alla fine del ‘600 scrisse François de Salignac de la Mothe-Fénelon, ha chiari rimandi biblici con il tema del sacrificio del figlio (Isacco/Iefte)Una grande spiaggia nuda e brulla, un arenile dai toni freddi, dalla consistenza grossolana, aspro e inospitale con un’alta barriera metallica, contenitiva, divisoria che nella fisicità leggera del reticolato, manifestando la dicotomia con la pesantezza di un muro fra stati e soprattutto fra popoli, compongono lo scenario post-bellico che si apre agli occhi del pubblicoIl senso di inquietudine pervade da subito, la partitura è incalzante, il giovane Maestro Michele Mariotti, al suo debutto al Costanzi di Roma parla di un’opera da vivere in apnea, dove non ci si ferma: “Il mare è presente anche nella struttura dell’opera, è un’opera di flusso continuo”. Ne dà una lettura inquieta, non piangente e nemmeno romantica.

Grande protagonista dunque è il mare, il mare che unisce e divide, che nutre e affama, da cui si nasce e per cui si muore In questa produzione sono stati coinvolti rifugiati, immigrati, persone che seguono i loro progetti di inserimento sociale tramite la Comunità di Sant’Egidio, una realtà attivissima nel tessuto degli aiuti sociali della capitale.

Viene affrontata la guerra che drammaturgicamentesi presta a molte interpretazioni, il regista Robert Carsen ce ne offre una visione attualizzata con un messaggio di amore e pace universale, commovente la conclusione a luci accese con il coro che intona: “Scenda Amor, scenda Imeneo, e Giunone ai regi sposi, d’alma pace omai li posi, la Dea pronuba nel sen!” Il regista parla di una scrittura in cui c’è l’urgenza, il bisogno di capire ciò che non si può capire: la guerra, dove è presente la divergenza tra le generazioni ,in cui ognuno ha il suo modo di pensare, di interpretare il senso della guerra ed ognuno ha ragione, la sua ragioneIl tenore Charles Workman nel ruolo del titolo è saldo e sicuro, scenicamente impeccabile e vocalmente maturo. La svedese Miah Persson, grandissima cantante mozartiana che proprio nel Costanzi vinse nel 2016 il premio Abbiati della critica per aver interpretato Blank Out, opera di Michel Van der Aa, è Elettra, personaggio complesso da ogni punto di vista. Joel Prieto è Idamante, Rosa Feola e Adriana Ferfecka (14 novembre) interpretano Ilia, Alessandro Luciano (Arbace), Oliver Johnston (Gran Sacerdote), la Voce di Nettuno è di Andrii Ganchuck dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma.

IDOMENEO, RE DI CRETA

da venerdì 8 a sabato 16 novembre (anteprima giovani mercoledì 6 novembre)

Musica Wolfgang Amadeus Mozart

Dramma per musica in tre atti

Libretto dell’abate Giambattista Varesco

Prima rappresentazione assoluta: Monaco di Baviera, Teatro Cuvilliés, 29 gennaio 1781

Durata: 3h 15′ circa, con 1 intervallo

DIRETTORE Michele Mariotti

REGIA Robert Carsen

MAESTRO DEL CORO Roberto Gabbiani

SCENE Robert Carsen e Luis Carvalho

COSTUMI Luis Carvalho

LUCI Robert Carsen e Peter Van Praet

MOVIMENTI COREOGRAFICI Marco Berriel

VIDEO Will Duke

PRINCIPALI INTERPRETI

IDOMENEO Charles Workman

IDAMANTE Joel Prieto

ILIA Rosa Feola / Adriana Ferfecka 14 novembre

ELETTRA Miah Persson

ARBACE Alessandro Luciano

GRAN SACERDOTE Oliver Johnston

UNA VOCE Andrii Ganchuck *

*dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma

Nuovo allestimento Teatro dell’Opera di Roma

in coproduzione con Teatro Real di Madrid, Den Kongelige Opera di Copenhagen e Canadian Opera Company di Toronto

con sovratitoli in italiano e inglese

Con la preziosa collaborazione della Comunità di Sant’Egidio

Loredana Margheriti

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