Governo, Teresa Bellanova rompe il silenzio: l’opinione su Renzi

La neo-ministra alle Politiche Agricole Teresa Bellanova, dopo gli attacchi social   che l’hanno travolta, ha rotto il silenzio e ha espresso alcune considerazioni. Al Corriere della Sera, a proposito del passaggio delle consegne con Gianmarco Centinaio, ha dichiarato: “La prima cosa che ho fatto dopo il giuramento è stata quella di cercare il mio predecessore. Una volta, due volte, tre volte. Non sono stata richiamata. Il ministro non ha voluto fare nessun passaggio di consegne. È accaduto anche per altri ministeri”.

Sul rapporto con i Cinque Stelle, Bellanova ha rassicurato: “Sono fermamente convinta che non avevamo alternativa rispetto alla scelta messa in campo da Salvini di andare al voto per avere una maggioranza tale da portare questo Paese fuori dall’Europa e dall’euro. È vero che con i 5 Stelle abbiamo differenze programmatiche: dobbiamo portarle a sintesi, questa è la fatica del governo. E vediamo soprattutto se riusciamo ad affrontare l’emergenza italiana che non si chiama immigrazione ma lavoro“.

E a proposito di immigrazione, la ministra ha rivelato: “Tante aziende mi chiamano perché se non c’è un flusso programmato dell’immigrazione e quindi anche della manodopera, è un problema. Ci sono terreni dove i prodotti rimangono non raccolti”.

Ma Teresa Bellanova non ha intenzione di scendere a patti col caporalato: “Ci sarà un tavolo di coordinamento con la ministra del Lavoro per definire le misure rispetto alla prevenzione, perché bisogna consentire alle aziende che lavorano nella legalità di andare su una piattaforma per trovare i lavoratori. Se non lo fai il caporale diventa l’ unico mezzo. Se non dai linee di trasporto che consentano alla gente di andare nei campi tu non ti liberi del caporale. Il caporalato è mafia e criminalità organizzata”.

In merito agli insulti sessisti  ricevuti dopo il giuramento al Quirinale, al quale ha presenziato indossando un abito blu elettrico, Bellanova ha affermato: “È evidente che ci sono delle cose che mi sono state negate: il diritto allo studio e il diritto all’infanzia e quindi al gioco. Ebbene, io adesso gioco con i colori, li amo perché amo la vita. E quando hai conosciuto la fatica nera tu hai il dovere, prima ancora che il diritto, di amare la vita perché devi rivalutare quello che ad altri non è stato dato”.

Infine, la ministra dell’Agricoltura ha concluso l’intervista dando la sua opinione sull’ipotesi della scissione di Renzi: “È un tema che non è all’ordine del giorno in questo momento. Tutti votiamo il governo Conte. Renzi è quello che più ha lavorato perché questo Paese non cadesse in una pratica antidemocratica quindi oggi parliamo di questo. Poi, quando ci saranno fatti nuovi ne parleremo e io ancora una volta dirò con molta chiarezza da che parte sto“.

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