La Regione Siciliana ha rispettato tutti gli impegni assunti dal presidente Renato Schifani nei confronti dello Stato per superare le richieste di promovimento delle questioni di legittimità costituzionale davanti alla Corte costituzionale.
Per comprendere il fenomeno basta analizzare le leggi impugnate anno per anno dal 2019 ad oggi per giungere allo zero impugnative del 2025, come ha comunicato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, al Consiglio dei ministri, nel corso di un’informativa sullo stato di attuazione degli obblighi assunti da Regioni e Province autonome sul tema, nel periodo novembre 2023 – ottobre 2024. Un risultato del quale lo stesso ministro ha informato il presidente Schifani.
“Ciò rappresenta un risultato di assoluto rilievo – scrive Calderoli nella nota inviata a Palazzo d’Orleans – e conferma il valore imprescindibile del principio costituzionale di leale collaborazione, che costituisce l’architrave dei rapporti tra Stato e Regioni e Province autonome nel rispetto delle reciproche competenze. In questo contesto, l’impegno a modificare le disposizioni oggetto di criticità costituzionale si conferma quale valida e proficua conclusione dell’interlocuzione tra i diversi livelli istituzionali. Esprimo, quindi – conclude il ministro, auspicando che questa sinergica collaborazione prosegua anche in futuro – il mio più sincero apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato nel tenere fede agli impegni, quale contributo concreto alla deflazione del contenzioso costituzionale”.
“Accolgo con soddisfazione – dichiara il presidente Schifani – le parole del ministro Calderoli che riconoscono il lavoro svolto dal mio governo in un’ottica di leale collaborazione istituzionale. Fin dall’inizio del mio mandato ho assunto l’impegno di costruire un rapporto corretto e costruttivo con il governo nazionale, rispettando le prerogative regionali ma anche contribuendo, con responsabilità, alla tenuta del sistema costituzionale. Questo importante risultato conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Continueremo su questa linea, rafforzando il dialogo con lo Stato e dimostrando, con i fatti, il valore della nostra autonomia”.
Ventidue leggi approvate, nessuna impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri anche se in realtà due norme pubblicate nel 2025 risultano impugnate ma vengono calcolate nel 2024 essendo state approvate a novembre e pubblicate a gennaio. Crolla il contenzioso fra Stato e Regione siciliana a favore del dialogo sui temi che possono creare sovrapposizioni di competenze.
I dati delle impugnative
I dati sulle leggi impugnate vengono dall’osservatorio degli uffici del Commissario dello Stato per la Regione siciliana e sono aggiornati al 10 giugno 2025
Il picco del contenzioso fra Sicilia e Roma si registra fra il 2021 e il 2022: il 2021 è l’anno del maggior numero di leggi impugnate, 16 per la precisione su 31 approvate con una percentuale del 52%. Qualcuna in meno le leggi impugnate nel 2022 ed esattamente 9 ma con una percentuale maggiore, di ben il 64% a fronte di sole 14 leggi varate anche perché è l’anno delle elezioni e del passaggio dal governo Musumeci al governo Schifani. Nei due anni precedenti la maggioranza Musumeci si era vista impugnare 9 leggi per ciascun anno 2019 e 2020.
L’era Schifani
Nell’era Schifani la musica cambia: una sola legge impugnata nel corso del 2023 su nove leggi varate. Il picco di impugnative per la maggioranza che sostiene Schifani è nel 2024, lo scorso anno, con 5 leggi impugnate ma a fronte di 26 varate con una percentuale di contenzioso del 20%. Un contenzioso quasi sempre risolto per via extragiudiziale.
Nel 2025, almeno fino ad oggi, le leggi impugnate sono pari a zero. Ciò non significa che non ci siano temi sui quali Roma ha scritto a Palermo ma il possibile contenzioso, fino ad oggi, è stato sempre disinnescato attraverso una trattativa ed una revisione per adeguamento delle norme in questione.
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