Bossi: “Silvio fatti di lato. Alfano premier”. Opposizioni: in Aula ma non votiamo

La richiesta di fare un passo indietro, o meglio di lato arriva direttamente da Umberto Bossi. Il leader della Lega Nord, arrivando alla Camera dei Deputati, chiede a Silvio Berlusconi di farsi da parte e indicare Alfano come suo sostituto alla guida di un nuovo governo “sennò – dice sarcasticamente il Senatur – chi mettiamo? Il segretario del Pd?”. Bossi assicura che oggi sul Rendiconto non succederà nulla ma l’orizzonte politico dell’attuale maggioranza diventa sempre più fosco. Nonostante il pressing divenga di ora in ora più insistente, il Cavaliere non è intenzionato a fare nessun passo né indietro né laterale. Vuole andare alla conta e vedere chi gli voterà contro. Però, pallottoliere alla mano, i numeri che consentirebbero al centro destra di raggiungere la quota di sicurezza di 316 sembrano proprio non esserci. Di ora in ora i distinguo rischiano di tramutarsi in voto contrario ad un voto di fiducia che il Cav è pronto a calare sul tavolo di Montecitorio. Stando alle parole di Bossi, oggi sul rendiconto non succederà nulla. Il provvedimento passerà e poi si andrà alla conta sulla fiducia. Le opposizioni, compresi i sei radicali, assicurano la loro presenza in Aula ma non voteranno il  Rendiconto Generale dello Stato, come deciso nel vertice svoltosi alla Camera. Ma a pesare sull’economia del voto, soprattutto per gli scenari futuri, è l’assenza oggi a Montecitorio dei cinque deputati dissenti del Pdl.

Roberto Antonione, Giustina Destro, Fabio Gava, Giancarlo Pittelli e Antonio Buonfiglio non parteciperanno al voto di oggi alla Camera sul Rendiconto dello Stato. La loro decisione, come scrivono i “malpancisti”, di marinare l’Aula la affidano ad una nota in cui spiegano i “motivi politici” che li hanno portati a questa scelta. “Abbiamo preso atto con soddisfazione che la Camera dei Deputati, anche per le decisioni preannunciate dalle opposizioni, approverà nel pomeriggio il rendiconto generale dello Stato, come era necessario e doveroso. A tal proposito – spiegano i cinque parlamentari – ribadiamo la necessità che il Presidente del Consiglio favorisca la nascita di un nuovo Governo con la più ampia base parlamentare, per affrontare la drammatica emergenza economica e finanziaria dell’Italia, e a tal fine non parteciperemo, per scelta politica, alle votazioni di oggi”. Sarà assente, ma giustificato per motivi di salute, è il segretario del Pri Francesco Nucara ricoverato in una clinica da domenica.

La strategia messa in campo dall’opposizione e da alcuni malpancisti è dimostrare che, con il voto sul Rendiconto, la maggioranza di centro destra non esiste più. Il presidente del consiglio dovrebbe quindi salire al Quirinale e rimettere il mandato nelle mani del presidente della Repubblica. Fin qui è tutto lineare, ma su quella che dovrebbe essere la via d’uscita unitaria, un accordo nelle opposizioni stenta a trovarsi.

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