Governo nel caos, Salvini avverte: “Qualcosa si è rotto”

La spaccatura più profonda del governo M5s-Lega va in scena in Senato, con l’Aula che boccia la mozione pro Tav dei 5 Stelle e approva quella del Pd a favore della Torino-Lione. Secondo Matteo Salvini, “qualcosa si è rotto” negli ultimi mesi. La condizione sarebbe l’uscita dal governo di Toninelli, Trenta e Costa, anche se il leader leghista smentisce. Intanto Di Maio rinvia l’assemblea congiunta dei parlamentari e Conte annulla la conferenza stampa.

In serata, a Palazzo Chigi, il premier e Salvini sono stati protagonisti di un vertici “pacato e cordiale” durato circa un’ora. Subito dopo il ministro dell’Interno si è recato a Sabaudia (Latina) per tenere un comizio. “Non mi uscirà mai una parola negativa nei confronti di Di Maio o di Conte, quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto lavorando insieme”, ha tenuto a precisare il leader leghista, senza però nascondere la propria “insofferenza” per i “no che non fanno andare avanti il Paese”.

Alla Lega “non interessa chiedere qualche poltrona o qualche ministero in più. O si possono fare le cose o si torna a far decidere il popolo. Io non sono fatto per le mezze misure: o le cose si fanno per intero, in maniera efficace e veloce, o scaldare la poltrona non fa per me”, ha affermato Salvini.

In realtà però, voci di corridoio indicano chiaramente che Salvini vorrebbe il cambio di alcuni ministri, tre su tutti: quello dei Trasporti Danilo Toninelli, quello dell’Ambiente Sergio Costa e quello della Difesa Elisabetta Trenta. Oltre a Giovanni Tria, che il vicepremier rimprovera di essere troppo arrendevole con Bruxelles.

Nel suo comizio però Salvini ribadisce che lui non guarda alle poltrone: “Non mi interessano rimpastini o rimpastoni, le idee non valgono due poltrone e se le cose non si possono più fare è inutile andare avanti. Come in un matrimonio, se si passa più tempo a insultarsi e a litigare che a fare l’amore, meglio guardarsi in faccia e prendere una decisione da persone adulte”, ha proseguito il ministro dell’Interno.

Dopo essersi recato a Palazzo Chigi, anche Di Maio ha commentato la vicenda tramite la sua pagina Facebook. “Qualunque sarà la conseguenza, il M5s è orgoglioso del suo ‘no’ a un’opera come la Torino-Lione, nata vecchia trent’anni fa e senza un futuro. Un’opera che vogliono solo Bruxelles e Macron. C’è chi pensa alla prossima cambiale e chi deve farsi carico di pensare alla prossima generazione. E’ una scelta che il Movimento ha preso da tempo. E non vi rinunceremo per nulla al mondo”.

Le votazioni si sono svolte poco prima di pranzo, senza che Di Maio o Salvini rilascino dichiarazioni, e da lì in poi è stato tutto un rincorrersi di voci di crisi. Il leader leghista aveva annullato gli appuntamenti del pomeriggio: niente mercato del pesce ad Anzio, niente comizi. Intanto il Pd, a sua volta attraversato da divisioni interne, aveva incalzato, con il segretario Nicola Zingaretti che ha chiesto a Conte di prendere atto di non avere più una maggioranza e di salire al Colle.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com