Governo: nasce il Conte bis, i ministri hanno giurato al Quirinale

Il governo Conte ha giurato al Quirinale, nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: è dunque nella pienezza dei poteri. Al termine del giuramento, Mattarella e Conte hanno lasciato il tavolo e hanno raggiunto i ministri, per la foto di rito.

Conte ha giurato per primo e ha firmato con la propria penna, che ha estratto dal taschino della giacca, e non utilizzando quella a disposizione sul tavolo. Conte, e come lui tutti i ministri, ha pronunciato la formula del giuramento, che è: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”.

Il primo ministro a giurare è il stato ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. A seguire tutti gli altri. Alfonso Bonafede, confermato titolare della Giustizia, giura da ministro con la mano sul cuore davanti al presidente della Repubblica.

Governo: con Conte 21 ministri, 10 M5s, 9 Pd, 1 Leu

“Buon lavoro e auguri al nuovo Governo e a tutti i Ministri! Ora cambiamo l’Italia”. Lo scrive su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti, che ha assistito al giuramento del nuovo governo dal suo ufficio in Regione Lazio.

 Il primo successo del nuovo esecutivo formato da Pd e Movimento 5 Stelle riguarda l’economia, con l’Europa e gli investitori che hanno premiato la nascita della nuova stagione politica.  La prima buona notizia arriva dallo spread.   Se nel corso del governo gialloverde il dato ha fatto registrare un andamento altalenante e picchi (verso l’alto ovviamente) decisamente preoccupanti e dannosi per l’economia nostrana, nelle ore della formazione del governo Pd-Movimento 5 Stelle il differenziale è sceso sotto la soglia dei centocinquanta punti. In questo senso ha avuto un suo peso anche l’inserimento di Roberto Gualtieri nella squadra di governo, Si tratta infatti di un profilo gradito a Bruxelles e in grado di riportare ordine e stabilità nei conti italiani, che pure Giovanni Tria aveva difeso con le unghie e con i denti dagli attacchi di Salvini i Di Maio. Inutile negare che l’andamento positivo dello spread sia figlio anche della fine della stagione di Matteo Salvini al governo. Ognuno ha la sua interpretazione: dalla Lega il dato è indice del fatto che il governo sia stato costruito dall’Unione europea, dal Centrosinistra fanno sapere che Bruxelles si sia limitata a premiare sulla fiducia una stagione politica che promette di essere migliore della precedente. Solo il tempo sarà galantuomo e saprà darci una risposta. La Borsa con il segno positivo, c’è fiducia da parte dei consumatori Se lo spread sale la Borsa cresce, ed è questo il secondo fattore che completa il quadro economico in cui va ad inserirsi il governo Conte bis.

L’amministrazione Trump saluta la nascita del nuovo esecutivo guidato da Giuseppe Conte. ‘Abbiamo fiducia nelle forti istituzioni democratiche dell’Italia e non vediamo l’ora di continuare la nostra stretta cooperazione con il nuovo governo italiano’, afferma in una nota all’Ansa un portavoce del Dipartimento di Stato americano. ‘L’Italia è un partner transatlantico solido e dinamico, sia come alleato della Nato sia come membro del G7’, aggiunge quindi il portavoce.

Cambia la geografia dei ministri nel secondo governo Conte e prevale il sud: ora sono 11, su 21, i ministri nati in regioni meridionali (in testa c’è la Campania con 4 ministri, seguita dai 3 siciliani, 2 della Basilicata e altrettanti pugliesi).

Un anno fa, sul totale di 18 ministri, i più numerosi erano i 6 lombardi. Nel Conte bis 8 vengono dal nord (le regioni più rappresentate sono il Piemonte, la Lombardia e l’Emilia-Romagna con un paio di ministri ciascuna), oltre a un triestino e un veneto, mentre 2 sono i romani (Roberto Gualtieri e Lorenzo Fioramonti).

L’Ue promuove il Conte bis in attesa di accogliere Paolo Gentiloni nella nuova Commissione. E la futura presidente della Bce Christine Lagarde giudica “un bene per l’Italia e per l’Europa” la nomina di Roberto Gualtieri a ministro dell’Economia. La nascita del nuovo esecutivo targato Pd-M5S viene letta a Bruxelles come una vittoria dell’Europa sui sovranisti della Lega mentre prende sempre più quota la possibilità che a Gentiloni – unico ex premier tra i candidati commissari dei grandi Paesi – venga affidato un incarico economico di grande prestigio a Palazzo Berlaymont: si parla con insistenza degli Affari economici, una prima assoluta per Roma, ma anche del Commercio o della Concorrenza. L’Italia dovrebbe comunque sciogliere la sua riserva nelle prossime ore, molto probabilmente con il primo atto formale del nuovo governo dopo il giuramento al Quirinale dei ministri. Anche perché la presidente designata della commissione Ue, Ursula von der Leyen, mira a chiudere al più presto la lista dei suoi commissari e dei rispettivi portafogli in modo da presentare la squadra al Parlamento Ue all’inizio della prossima settimana.

 Di sicuro dal nascente governo italiano Bruxelles si aspetta una maggiore apertura al dialogo e alla collaborazione per rafforzare il progetto dell’Unione. Ora che il “pericolo sovranista è stato scongiurato”, osservano fonti europee, c’è maggiore “disponibilità” nei confronti di Roma, che comunque nelle prossime settimane si troverà ad affrontare una manovra difficile.

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