Una veduta di Palazzo Chigi dove è in corso un nuovo vertice di governo sul testo del decreto di Agosto, Roma 6 agosto 2020. MAURIZIO BRAMBATTI/ANSA

Governo Meloni: per la prima volta un esecutivo si fa carico dei bisogni degli anziani

Il “patto per gli anziani” siglato dal Consiglio dei ministri segna “una rivoluzione del governo Meloni”. Un cambio di passo culturale e sostanziale al quale nessuno mai prima d’ora aveva messo mano. Lo sottolineano i deputati Alfredo Antoniozzi e Antonio Giordano di Fratelli d’Italia. In poco tempo dal suo insediamento, il governo ha dato dimostrazione che passare dalle parole ai fatti è possibile, se un esecutivo ha “visione”. Ed è quella che l’esecutivo intende imprimere. «Il patto per la terza età lanciato dal governo Meloni è rivoluzionario e consegna al Paese una riforma strutturale mai avviata».

Entrando nel dettaglio, «il governo punta decisamente sull’assistenza domiciliare, inserendo norme che favoriranno l’integrazione e il co-housing», spiegano Giordano e Antoniozzi. Tali norme «miglioreranno sensibilmente la qualità della vita della terza età, con effetti a cascata anche sui costi oggi sostenuti dal servizio sanitario nazionale. Si esalta la figura del caregiver – continuano i due parlamentari di FdI   –. E si realizzano gli obiettivi del Pnrr collegati a una dimensione demografica che vede crescere sensibilmente la percentuale di ultrasessantacinquenni anche nella proiezione futura».

Con il potenziamento dell’assistenza domiciliare il governo intende scongiurare quello che viene definito il “parcheggio” degli anziani nelle strutture sanitarie. Si affiancano, così, agli strumenti economici già previsti per la non autosufficienza, anche un pacchetto di interventi di prestazioni socio-sanitarie. Previsti più servizi e ausili per le situazioni di maggiore fragilità. Un vero e proprio “patto” per la terza età. Nella convinzione -sempre ribadita dal premier- che gli anziani sono il cuore della società. E «averne cura significa avere cura di tutti noi». Visione, dunque, e soprattutto sensibilità.

Si tratta di un “unicum”. «Per la prima volta concretamente un esecutivo si fa carico dei bisogni della terza età – tengono ad evidenziare Antoniozzi e Giordano–. Con un’inversione notevole rispetto a modelli di marginalità che hanno caratterizzato il passato. L’imprinting lanciato dal governo Meloni si rivolge sia all’ampia fetta di persone non autosufficienti; sia a quanti, pur in possesso di una buona salute, presentano carenze sociali e affettive che oggi trovano, finalmente, un punto di ascolto concreto».

La riforma introduce l’«assegno unico per gli anziani»: graduato sulla base del bisogno assistenziale ed erogabile a scelta del beneficiario sotto forma di trasferimento monetario e di servizi alla persona.

Col ddl anziani «il Governo sigla un “Patto per la Terza età”. E pone le basi della riforma complessiva delle politiche in favore degli anziani e contro la loro marginalizzazione». Obiettivo «prendersi cura degli anziani a 360 gradi e rispondere a tutti i loro bisogni ed esigenze». Così la premier Giorgia Meloni, che è particolarmente soddisfatta delle misure varate dal Cdm. «Gli anziani – ha aggiunto il presidente del Consiglio – non sono solo parte delle nostre famiglie; ma rappresentano il cuore stesso della società e un patrimonio di valori, tradizioni e conoscenze prezioso per la Nazione. Avere cura degli anziani significa avere cura di tutti noi».

Con questo provvedimento il governo potenzia l’assistenza domiciliare con progetti individualizzati e scongiurare così il ‘parcheggio’ degli anziani nelle strutture sanitarie; affianca agli strumenti economici già previsti per la non autosufficienza, un pacchetto di interventi di prestazioni socio-sanitarie; incentiva nuove forme di co-housing; prevede più servizi e ausili per le situazioni di maggiore fragilità; presta particolare attenzione ai caregiver e viene finalmente data maggiore diffusione alle cure palliative”, spiega ancora il premier.

Il provvedimento muove dal riconoscimento del diritto delle persone anziane alla continuità di vita e di cure presso il proprio domicilio e dal principio di semplificazione e integrazione delle procedure di valutazione della persona anziana non autosufficiente.

Grazie a questa semplificazione e all’istituzione dei “punti unici di accesso” (PUA)  si potrà effettuare, in una sede unica, una valutazione multidimensionale: finalizzata a definire un “progetto assistenziale individualizzato” (PAI). Che indicherà tutte le prestazioni sanitarie, sociali e assistenziali necessarie per la persona anziana.

Tra le soluzioni previste, la definizione di una specifica governance nazionale delle politiche in favore della popolazione anziana. Con il compito di coordinare gli interventi; la promozione di misure a favore dell’invecchiamento attivo e dell’inclusione sociale; anche sostenendo il cosiddetto “turismo lento”; favorire  nuove forme di coabitazione solidale per le persone anziane; e di coabitazione intergenerazionale, anche nell’ambito di case-famiglia e condomini solidali: aperti ai familiari, ai volontari e ai prestatori di servizi sanitari, sociali e sociosanitari integrativi; la promozione d’interventi per la prevenzione della fragilità delle persone anziane; l’integrazione degli istituti dell’assistenza domiciliare integrata (ADI) e del servizio di assistenza domiciliare (SAD); il riconoscimento del diritto delle persone anziane alla somministrazione di cure palliative domiciliari e presso hospice; la previsione d’interventi a favore dei caregiver familiari.

“Giudico molto positivamente il disegno di legge a sostegno delle persone anziane approvato in Consiglio dei ministri dal governo Meloni. La cura e l’attenzione verso chi è in età avanzata è un tema importantissimo che non va tralasciato o sottovalutato”. Lo dichiara Imma Vietri, deputata salernitana di Fratelli d’Italia e capogruppo della commissione Affari Sociali alla Camera. “Grazie al Patto per la Terza età gli anziani si vedono finalmente riconosciuto il diritto alla somministrazione di cure palliative nella propria abitazione, senza dover ricorrere al ricovero o alla degenza in ospedale. Ci sono poi una serie di misure a favore dell’invecchiamento attivo e di interventi per prevenire tempestivamente le fragilità delle persone più anziane. Con la prestazione universale per la non autosufficienza, inoltre, che andrà ad accorpare tutti gli aiuti attualmente in vigore, daremo un importante contributo in termini economici a chi ha bisogno di un supporto socio-sanitario. Il governo è in prima linea per tutelare i fragili e gli anziani e per dare una risposta a tutti coloro che hanno bisogno della presenza delle Istituzioni”.

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