Un gommone con 120 migranti si troverebbe in difficoltà in acque internazionali ad una cinquantina di miglia dalle coste libiche. L'imbarcazione, dicono Sea Watch e Alarm Phone, sarebbe in mare da oltre 12 ore, senza più motore e con uno dei tubolari che si starebbe sgonfiando. Delle 120 persone a bordo, 24 sarebbero minori e nessuno avrebbe i giubbotti di salvataggio. Le Ong hanno avvisato della situazione sia le autorità maltesi che quelle italiane chiedendo un immediato intervento di soccorso, Roma, 22 Luglio 2020. ANSA/TWITTER

Governo Meloni e problematiche legate alla nuova ondata di immigrazione

Il modello italiano contro l’ondata di immigrazione sulle nostre coste fa scuola in tutta Europa, con molti governi – anche di colore diverso da quello di Giorgia Meloni – che si ispirano alle nostre ricette per respingere la raffica di sbarchi, in particolar modo l’arrivo degli irregolari ma il dossier migranti è la grana che crea più grattacapi al Governo. Quest’estate gli sbarchi sulle coste italiane sono tornati a crescere dopo il calo del 2024, ma potrebbe essere solo l’inizio. Infatti, tutti gli occhi sono puntati sulla Grecia, dove gli arrivi sono alle stelle e il Governo ha deciso di non accettare più domande di asilo. Una situazione che “potrebbe preludere a un effetto domino sulle rotte del Mediterraneo”, secondo fonti del Viminale de L’Espresso. I prossimi mesi saranno decisivi per la tenuta del Governo.

La premier Meloni ha chiesto di rafforzare ancora di più la cooperazione con Tripoli per evitare il rischio domino e prevenire nuovi flussi incontrollati. Fino ad oggi, il piano del Governo si è basato su investimenti preventivi in Africa (Piano Mattei), norme per il controllo e potenziamento dei CPR (Centri per il Rimpatrio), accordi con Paesi esteri come l’Albania – bocciato dalla Corte di Cassazione – e differenziazione tra migranti economici e richiedenti asilo. Una strategia che sembra fare acqua da tutte le parti. Basti pensare che fino ad oggi solo una minima parte delle quote migratorie si è trasformata in un ingresso effettivo. Per non parlare poi delle condizioni nei CPR.

Problemi che hanno attirato sul Governo critiche da parte di magistratura e opposizione, che hanno investito sia il decreto sicurezza e sia il piano Albania, senza però intaccare la tenuta del Governo.

Meloni riceve il cancelliere austriaco Stocker: “Abbiamo fatto il punto sui progressi compiuti in Europa in materia di lotta all’immigrazione irregolare, e c’è tra noi grande sintonia, in particolare anche sul tema delle soluzioni innovative: lavorare immaginando anche nuove soluzioni per un problema diventato sempre più complesso che difficilmente può essere gestito con gli strumenti che abbiamo sempre immaginato”.

“Il contrasto all’immigrazione irregolare ci tocca entrambi da vicino, per la rotta mediterranea e quella balcanica”, ha aggiunto Meloni, sottolineando che “l’Austria partecipa al tavolo di coordinamento dei cosiddetti Stati light minded in materia di immigrazione, e ringrazio il cancelliere anche per questo. Italia e Austria su questo hanno lavorato fin qui molto bene e continueranno a lavorare ancora meglio nel futuro”.

A questo si accompagna l’accusa di Bild al nostro esecutivo: il quotidiano tedesco ha scritto che la Germania nella prima metà del 2025 ha chiesto al governo italiano di riaccogliere 3.824 migranti registrati inizialmente nel nostro Paese, ma nessuno di loro è stato effettivamente trasferito.

Bild accusa il governo di aver violato il Regolamento di Dublino e,  citando i dati dell’Ufficio federale per la migrazione e i rifugiati (Bamf), è arrivata la stoccata perché evidentemente la postura del nostro Paese risulta indigesta: “Il rifiuto dell’Italia di accettare richiedenti asilo è noto dal 2022. All’epoca, Roma annunciò che non avrebbe più accolto rifugiati e migranti provenienti da altri Paesi dell’Unione europea. La Germania e altri Paesi, però, tollerano questa politica”.

Il quotidiano ha puntato il dito contro gli Stati membri dell’Ue che “non riprendono i migranti dalla Germania, nonostante ne siano in realtà responsabili”. Berlino ha chiesto più volte alle autorità di Italia, Grecia, Bulgaria e Croazia di riaccogliere i migranti lì registrati. Voleva rimpatriare 3.554 migranti in Grecia, ma solo 78 hanno ottenuto il via libera; in realtà, 20 migranti sono stati trasferiti. 305 delle 2.830 persone sono state rimpatriate in Croazia e 119 delle 1.561 in Bulgaria.

Alla luce della situazione emersa dai dati di Bamf, Bild sostiene a chiare lettere che “la Germania rispetta la procedura meglio di altri Paesi”. E a tal proposito il quotidiano tedesco ha citato altre cifre: nella prima metà dell’anno, la Germania ha presentato 20.574 richieste di rimpatrio di migranti entrati per primi nel Paese, ma solamente 3.109 sono stati effettivamente rimpatriati. “Ciò rappresenta circa il 15% del totale”, viene fatto notare. Per poi aggiungere che invece altri Paesi hanno chiesto a Berlino di riaccogliere 7.937 migranti: “In 2.326 casi, ciò è avvenuto, pari a circa il 29%”. Ma Bild dovrebbe ricordare che il Regolamento di Dublino è stato superato grazie al Patto su migrazione e asilo, che prevede nuove regole per gestire i flussi migratori e contrastare i trafficanti di esseri umani. Con un messaggio chiaro: i Paesi di frontiera dell’Unione europea, particolarmente esposti alla pressione migratoria, non sono più lasciati soli.

Circa Redazione

Riprova

PAT – Ricerca: dal FESR 6,6 milioni di euro per le nuove infrastrutture cliniche e traslazionali

Potenziare la ricerca clinica e/o traslazionale in Trentino, puntando su medicina di precisione e diagnostica …

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com