Governo Meloni: bene il Pil, male stipendi e consumi

Con il governo Meloni l’Italia vola. I dati del Pil al di sopra delle attese confutano le chiacchiere e le falsità della sinistra. “L’economia italiana cresce oltre le stime previste e sprona il nostro governo a fare ancora di più per sostenere chi produce ricchezza nella nostra Nazione. Questi dati ne sono la dimostrazione”. Il premier Meloni dai suoi canali social non può che gioire e rilanciare dai suoi canali social: “Le nostre imprese quando sono messe nelle condizione di sprigionare tutto il loro potenziale, sanno fare la differenza rendendo l’Italia forte e competitiva e favorendo il benessere di tutti gli italiani”.

Il governo sta intraprendendo la strada giusta. Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario per l’Attuazione del Programma di Governo va particolarmente fiero del risultato italiano. “Le ultime rilevazioni Istat sono motivo di grande soddisfazione perché confermano il dinamismo dell’economia italiana. Che si colloca al di sopra della media europea: con un aumento del Pil dello 0,5% nel primo trimestre di quest’anno; e una variazione tendenziale dell’1,8% per il 2023. Una ottima notizia”, precisa il sottosegretario, perché si inserisce in una cornica ottimale. Un dato, quello del Pil, “che si aggiunge ai riscontri positivi di tutti gli indicatori macroeconomici da quando si è insediato il governo Meloni: diminuzione dello spread, buon andamento della Borsa, aumento dell’occupazione. Tendenze figlie del crescente clima di fiducia di famiglie ed imprese, anch’esso recentemente registrato dall’Istat, sul quale incide direttamente la percezione positiva dell’azione di governo”.

“C’è chi pensa alla armocromia e chi pensa all’economia“, sintetizza Marco Lisei, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Affari costituzionali. Il Pil in crescita “sancisce due dati essenziali: il primo, che il governo Meloni in appena sei mesi sta operando nella maniera giusta; il secondo, legato al primo, che l’economia italiana è tra le migliori in Europa. Sono dati di cui essere orgogliosi perché certificano il buon operato del Governo e di Giorgia Meloni, alla quale va fatto un plauso per l’impegno internazionale ed il senso di responsabilità che sta dimostrando”. Va a fondo l’analisi del capogruppo alla Camera di FdI di Tommaso Foti. “Abbiamo sentito che noi abbiamo disfatto l’economia italiana. L’Istat certifica che nel primo trimestre di quest’anno è aumentato dello 0,5%, più di Germania e Francia. Sono questi i dati che qualcuno non vuole dire, ma questi sono dati neutrali. Io non cito i dati del governo ma quelli neutrali dell’Istat. Noi non è che non accettiamo le critiche, ne facciamo tesoro. Ma un governo in carica da 180 giorni non può risolvere tutti i problemi soprattutto quelli ereditati”. Lo ha affermato  Foti, nel corso delle dichiarazioni di voto sul Def.

Il quadro si collega ai complimenti sinceri rivolti al premier Meloni dal primo ministro inglese Sunak. Durante l’incontro al numero 10 di Downing Street il premier britannico aveva elogiato soprattutto la politica economica del governo italiano: «Voglio elogiare la tua gestione molto attenta dell’economia italiana, cosa che ha portato stabilità in tempi di incertezza». Questo zittisce una volta per tutte i gufi di sinistra.

A quanto pare possiamo dire di essere  diventati la locomotiva d’Europa. Cresciamo più dei nostri cugini d’Oltralpe e ci siamo lasciati alle spalle anche i tedeschi. Il Made in Italy tira, l’export cresce, perfino l’occupazione mostra segni positivi. Ma accanto alle luci non mancano le ombre. Lo scenario internazionale resta incerto, i prezzi delle materie prime salgono, i consumi delle famiglie non decollano mentre i nostri salari sono praticamente fermi. Insomma, la tavolozza del sistema Italia resta ancora in chiaroscuro. Ecco, nel dettaglio, i punti di forza e quelli di debolezza.

Nel primo trimestre c’è stata una ripartenza del Pil superiore alle attese (0,5%). La variazione acquisita per il 2023 è già a quota 0,8%, ad un passo dall’obiettivo del governo dello 0,9%. Siamo ai primi posti in Europa per la crescita.

Continua la crescita del Made in Italy, con un incremento dello 0,6% nel primo trimestre. Bene anche il turismo: nel 2022 le presenze sono salite del 37,0%, con il traino di quelle straniere, salite dell’81,4%.

Nel primo trimestre, secondo il bollettino della Banca d’Italia, è tornata a crescere, dopo sei mesi di calo, la produzione industriale. Bene  anche il settore delle costruzioni che scommette sull’avvio delle grandi opere infrastrutturali previste nel Pnrr.

Ma non tutto sta filando per il verso giusto. La rincorsa dei prezzi, trainata soprattutto dall’aumento dei costi dell’energia, continua a pesare sui consumi delle famiglie. I prezzi del carrello della spesa – beni alimentari, per la cura della casa e della persona – crescono a doppia cifra (+12,6%, era +12,7% a febbraio).

Sono fermi anche gli stipendi. C’è poi la grande incognita del debito, ancora a livelli record fra i Paesi occidentali (145% del Pil) e soprattutto il rischio di un aumento degli interessi che paga ogni anno l’Italia per il collocamento dei suoi titoli pubblici.

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