The leader of Italia Viva (Italy Alive) Matteo Renzi after meeting the president of the Chamber of Deputies Roberto Fico, who had an exploratory assignment for the formation of a new government after the resignation of Prime Minister Giuseppe Conte, Rome,30 January 2021. ANSA/ROBERTO MONALDO/LAPRESSE /POOL?

Governo: l’ultimo miglio di Fico

Sono in corso i lavori della seconda giornata del tavolo programmatico di iniziativa del presidente della Camera Roberto Fico sulla base del mandato esplorativo da lui ricevuto dal presidente della Repubblica. Il tavolo andrà avanti un paio di ore in più del previsto, fino alle 15 anziché alle 13.

Nella giornata di ieri i lavori si erano protratti fino alle 21. Ancora molti i nodi da sciogliere, tra i quali il Mes e il reddito di citadinanza. Oggi si parte dalla giustizia. Iv dice no al lodo-Orlando. Accordo sui temi dell’ambiente e della scuola. In serata il presidente della Camera riferirà al capo dello Stato sulla fattibilità di un Conte ter. Mattarella chiede continuità per i ministeri cui fanno capo crisi sanitaria e Recovery.

Tema Giustizia, compresa la riforma della prescrizione, al centro della prima sessione di lavoro del tavolo per il programma convocato da Roberto Fico in vista della formazione di un nuovo governo. Per questa ragione, l’assetto iniziale dei partecipanti al tavolo è stato integrato con degli esperti. Si tratta, in particolare, di Andrea Orlando per il Partito democratico, Pietro Grasso per Leu, Vittorio Ferraresi per il MoVimento 5 stelle e Julia Unterberger per le minoranze linguistiche.

Al tavolo sul programma in corso a Montecitorio il vicesegretario del Pd Andrea Orlando ha proposto un “lodo” sulla prescrizione su cui c’è stata una apertura da parte di M5s, mentre da parte di Iv non è stata sciolta la riserva. Lo riferiscono alcuni partecipanti alla riunione. Orlando ha proposto che la maggioranza si impegni a portare avanti il ddl sulla riforma del processo penale, che accorcia i tempi dei processi, e che se entro sei mesi non viene approvato allora si metterebbe mano alla prescrizione. Italia viva “non condivide il lodo Orlando: non c’è nessun accordo sulla prescrizione e sul processo penale”. Lo affermano fonti di Iv.

Se dovesse saltare la trattativa tra i partiti di maggioranza sarebbe meglio “ridare la parola agli italiani”, dato che un esecutivo istituzionale o di unità nazionale “è impossibile” perché l’attuale maggioranza e il centrodestra “la pensano all’opposto su tutto”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini intervistato da Sky Tg24. Salvini ha comunque detto di ritenere che “alla fine si metteranno d’accordo”.

“Se non trovano l’accordo, la soluzione più seria ed efficace per avere un governo che dà risposte a imprese e famiglie è quella di ridare la parola agli italiani ed entro aprile ci sarà un Parlamento, quindi un governo che per 5 anni lavoreranno in santa pace. Qualunque governo venga fuori dagli accordi sottobanco di Palazzo non sarà un governo in grado di salvare questo Paese”. Così il leader della Lega parlando all’esterno del Senato. “Chiediamo di poter votare subito in Parlamento i decreti che interessano agli italiani – ha chiarito – i rimborsi per le imprese, il blocco delle cartelle esattoriali, lo sblocco di tutti i cantieri fermi, un piano vaccinale serio, modello Lombardia. Speriamo di poter parlare già da domani di questo e di finire il teatrino Conte-Di Maio e Zingaretti”.

Seduti uno di fronte all’altro attorno al maxitavolo del programma, dopo un’intera giornata i partiti che dovrebbero provare a formare un nuovo governo registrano quasi solo distanze. Reddito di cittadinanza e Mes sono da rivedere, rilancia Italia Viva aprendo lo scontro con i 5S, che vogliono ampliare il primo e non vogliono sentire parlare del secondo. Il partito guidato da Matteo Renzi apre poi a un dialogo con le opposizioni: su riforme e Recovery la proposta è quella di dare vita a delle bicamerali, con tanto di presidenza alle minoranze. Ancora poche ore e l’esploratore Fico dovrà salire al Colle per riferire al Capo dello Stato l’esito del lavoro di questi giorni ma il cammino per il Conte ter è ancora in salita. Si litiga tutto il giorno ma si tratta anche. Oggi i lavori sul programma riprenderanno e poi il presidente della Camera potrebbe anche tentare un secondo giro di consultazioni.

Il lavoro sui contenuti da inserire nel “cronoprogramma” corre parallelo a quello in via ufficiosa sulle caselle della eventuale squadra di governo. Fonti parlamentari ricordano che il Quirinale ha già definito un perimetro, alle consultazioni dei giorni scorsi, spiegando ai suoi interlocutori che avrebbe vigilato per cercare continuità d’azione per i ministeri chiave. Che sono quelli che si occupano più direttamente della crisi sanitaria e della gestione del Recovery plan. Una vigilanza che rientra nei poteri del presidente della Repubblica. E che vale anche per l’eventuale formazione di un nuovo esecutivo. I nomi dei ministri non rientrano però nella trattativa ufficiale, e anzi tutti si affrettano a smentire di starci lavorando.

Intanto il segretario del Pd Nicola Zingaretti puntella il titolare del Tesoro Gualtieri, che una ridda di voci dà in bilico, oltre che il premier: sono punti fermi, dice. Secondo i pronostici di Renzi “alla fine di questa settimana avremo il nuovo Governo” e dovrà essere composto “da persone capaci e meritevoli”. Prima però, insiste, va deciso il programma. Il presidente della Camera, dopo le consultazioni del fine settimana, ha avviato il tavolo ma ha anche scelto di lasciare i partiti a vedersela da soli. Sono una quindicina in tutto gli esponenti che si alternano nella sala della Lupa: ci sono i capigruppo e alcuni tecnici ma non i leader.

Ed è lì a Montecitorio che peròemergono ancora una volta i distinguo sulle cose da fare. A poche settimane dalla fine del blocco dei licenziamenti, il partito democratico chiede un piano per l’occupazione femminile, la parità salariale, politiche attive del lavoro con tanto di riforma degli ammortizzatori sociali. La revisione del sostegno a chi perde il lavoro è anche una delle priorità dei 5S, che però non mancano di mettere in cima all’agenda l’introduzione del salario minimo e soprattutto il completamento del reddito di cittadinanza. Che si sa non è mai andato giù a Italia Viva, che vorrebbe da tempo anche far saltare anche il presidente dell’Inps Tridico e il capo dell’Anpal Parisi. E poi c’è il Mes: il partito di Renzi – dice al tavolo – di volerlo, almeno in parte. Ma il Movimento, che deve gestire forti tensioni interne, non molla: aprire a una trattativa su questo non si può, il no è netto. Poi c’è anche la giustizia: Iv – che Renzi tornerà a riunire all’ora di pranzo – vuole un cambio di passo, nel mirino l’impostazione del Guardasgilli e capodelegazione al governo per i 5S Bonafede.

E intanto ha ripresentato alla Camera il lodo Annibali, un emendamento che sospende per un anno la riforma sulla prescrizione. Ma non solo. Il partito guidato da Matteo Renzi vorrebbe che tutto fosse messo per iscritto mentre gli alleati sono più cauti. Sono gli Europeisti a parlare e dicono che non c’è da aspettarsi alcun documento, quello che sono tutti chiamati a fare è “verificare” l’accordo sul nome da portare al Colle. Che per loro, come per Pd, M5S e Leu è Conte. Ma sul quale Iv non si è ancora esposta.

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