Governo lavora a vaccini e aperture, stop tensione

Un giro di telefonate per dettare la linea: solidarieta’ a chi soffre ma vanno evitate provocazioni e strumentalizzazioni violente. Il governo lavora ai dossier legati alla lotta alla pandemia, vaccinazioni e aperture, sapendo che il Paese attende con sempre maggiore preoccupazione qualche segnale di normalita’. Il giorno dopo le manifestazioni che da Milano e Napoli sono giunte fino alla piazza della politica, davanti a Camera e palazzo Chigi, l’esecutivo guidato da Mario Draghi mette in agenda una serie di riflessioni sui diversi capitoli della battaglia contro il covid-19, non ultimo un possibile incontro tra il premier e Matteo Salvini, chiesto la scorsa settimana dallo stesso leader leghista. Innanzitutto ogni programmazione e’ ‘appesa’ alle decisioni dell’Ema sul vaccino Astrazeneca. Se ne derivassero delle limitazioni per fasce d’eta’, la campagna vaccinale italiana andrebbe rimodulata, anche se la possibilita’ che i limiti valgano per i piu’ giovani non creerebbe grandi ostacoli immediati visto che in queste settimane la vaccinazione interessa ancora gli over 60.

Resta pero’ da oliare il rapporto tra governo e Regioni, dopo le polemiche sui ‘furbetti’ del vaccino della scorsa settimana. All’indomani delle proteste e degli scontri di piazza, e’ poi sotto gli occhi di tutti il crescere della tensione di chi ha l’attivita’ commerciale o economica chiusa dalle misure anti virus. Un tema su cui il pressing di alcune Regioni, Fdi ma anche Lega e FI comincia a farsi insistente. La linea del governo finora e’ stata quella di favorire le riaperture solo in presenza di dati confortanti. E’ successo con le scuole (che ricominciano da oggi in presenza in tutta Italia) e potrebbe succedere nelle prossime settimane per alcune attivita’ commerciali, ma se Lega e FI spingono per una rivalutazione gia’ dalla prossima settimana, a palazzo Chigi si frenano le fughe in avanti e si attende di valutare l’andamento della vaccinazione di massa. Infine il recovery: aprile e’ il mese cruciale, entro il 30 il nuovo piano andra’ presentato definitivamente a Bruxelles. Proprio per questo domani pomeriggio Draghi, accompagnato dai ministri Mariastella Gelmini e Daniele Franco, ha in agenda un incontro con le Regioni, l’Anci e l’Upi, per coinvolgere le amministrazioni locali di ogni livello nella ultima limatura del piano che dovrebbe garantire all’Italia i fondi del Next generation Ue.

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