Governo e tecnici frenano le Regioni: ‘No alle aperture anticipate’

Governo e tecnici frenano sulle aperture anticipate dei negozi e delle attività. La parola d’ordine è prudenza e il clima che regna è quello di incertezza. A ragione, al momento. Perché ancora non si hanno a disposizione i dati dell’andamento dei contagi nei primi giorni di fase 2. Per avere un quadro realistico bisognerà attendere la metà se non la fine della prossima settimana, motivo per il quale l’11 maggio è considerata una data prematura per allentare ulteriormente le misure restrittive.

 In occasione del punto stampa settimanale, il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro ha stoppato le fughe in avanti delle Regioni “E’ importante che il paese riparta, ma il virus non ha cambiato né identità né caratteristiche. Violare le regole di comportamento per la prevenzione del contagio, dunque, potrebbe facilitarne la circolazione”. Tradotto, prima del 18 maggio niente semaforo verde alle Regioni. Il rischio è quello di vanificare gli sforzi fatti in due mesi circa di lokdown. Ma dal mondo della scienza non arrivano solo cattive notizie. Anzi, lo stesso Brusaferro ha rivelato che i tecnici sono al lavoro per consentire “forme di partecipazione con numeri limitati di persone in luoghi confinati previo rispetto delle regole e con un percorso di garanzia, dalla fasce orarie agli ingressi. Questo vale per tutti gli eventi che hanno tali caratteristiche”.

 Negli ultimi giorni è scoppiato il caso Alto Adige, con il governatore che ha deciso di riaprire tutto. Negozi, bar, ristoranti, musei. Il Ministro Boccia ha impugnato la sua ordinanza in quanto sarebbe in contrasto con le indicazioni del governo.

La realtà è che quasi tutti i governatori mordono il freno, a prescindere dalla forza politica di appartenenza. Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte sono in prima linea nella battaglia per le riaperture, ma hanno una schiera di governatori al seguito. Qualcuno ha fatto un passo indietro guardando più al 18 che all’11 maggio come data cruciale, ma tutti chiedono garanzie al governo. Garanzie che Conte non può dare. Il 18 maggio potrebbero essere allentate le misure di contenimento così come potrebbero essere inasprite. Se non è un cinquanta e cinquanta siamo comunque di fronte a un ampio margine di incertezza. A sciogliere gli ultimi nodi saranno i dati sui contagi che arriveranno a partire dalla prossima settimana. Si tratterà di giorni cruciali nei quali, numeri alla mano, si decideranno le prossime mosse. Si prospetta quindi una decisione last minute, non per colpa ma per doverosa prudenza.

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