Governo e pre-Consiglio su sicurezza

Il decreto sicurezza bis arriva oggi in preconsiglio dei ministri a Palazzo Chigi. E Matteo Salvini invita il M5s a non ostacolarne l’approvazione. ‘Conto che nessuno si metta di traverso. Domani c’è il pre-Consiglio’, ha detto ieri sera il ministro dell’Interno a Campobasso, ‘la settimana prossima Consiglio dei ministri. Ci sono norme per mettere in galera i camorristi, per intercettare gli scafisti, per sequestrare le imbarcazioni che raccolgono in mare gli immigrati non rispettando le indicazioni delle capitanerie e delle organizzazioni internazionali e soprattutto ci sono pene più forti per chi aggredisce le forze dell’ordine. Capisco le polemiche elettorali, ma la lotta ai camorristi e agli scafisti non può più aspettare altre settimane. Conto che nessuno si metta di traverso’.

Attesa, quindi, per il pre-Consiglio di oggi sulla sicurezza mentre resta alta la tensione tra Lega ed M5s.

Tra le novità dell’ultima ora sul decreto l’istituzione di un fondo per i rimpatri con una dotazione iniziale di due milioni per il 2019.

I fondi potranno aumentare: fino a 50 milioni annui potranno arrivare dai risparmi che derivano dalla razionalizzazione dei centri per l’immigrazione.

Serviranno a finanziare interventi di cooperazione o intese bilaterali per i rimpatri.

In mattinata i membri del legislativo del Movimento si riuniranno per un punto sul decreto. Di certo, nei vertici del Movimento si ha la sensazione che l’obiettivo del decreto sia soprattutto quello di togliere poteri a Toninelli cercando di aggiustare il tiro anche sul nodo dei rimpatri.

Per Salvini, invece, il provvedimento ha i caratteri della straordinaria necessità e urgenza e il vicepremier punta tutto sui suoi cavalli di battaglia: dalla stretta ai migranti e a chi li accoglie all’istituzione di un fondo ad hoc sui rimpatri da istituire alla Farnesina per incentivi ai Paesi d’origine che si mostrano più collaborativi. Spetterà al premier Giuseppe Conte, a soli 6 giorni dalle Europee, cercare di trovare un non facile punto di equilibrio.

Da Palazzo Chigi, per ora, non filtrano commenti: una valutazione, si sottolinea, verrà fatta solo sulla base del testo che arriverà in Cdm.

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