Governo, Di Maio: “Conte costringerà Siri a lasciare”

Il governo e’ uno e c’e’ un contratto. Non si e’ rotto nulla, per noi va avanti. Vogliamo fare tante cose e in squadra. Mi auguro valga lo stesso per la Lega. Lo ha detto in una intervista al “Corriere della Sera”, il vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Luigi Di Maio, che per chiarire la sua posizione fa un un esempio. “Oggi – dice – sono nell’Umbria dello scandalo sulla sanita’ che ha coinvolto il Pd. Il M5S ha pronta da nove mesi una legge per togliere le mani dei partiti dagli ospedali. E’ ferma perche’ la Lega non e’ d’accordo. Pretendiamo che se ne discuta. E vogliamo anche abolire il superticket sanitario”. L’impressione tuttavia e’ che il Movimento abbia alzato troppo i toni negli ultimi giorni. “Ma no, abbiamo risposto quando era opportuno farlo. Il punto e’ il rispetto di questo governo. Se c’e’ un problema in Libia, si affronta insieme. Non che ognuno parte per la tangente improvvisando soluzioni che non esistono”. Il vicepremier non e’ comunque deluso da questi mesi di governo e dalla Lega.

“Sapevo che non sarebbe stato semplice. Non mi delude la Lega, mi impensierisce quando evoca crisi di governo irresponsabili”. Di Maio, peraltro, si fida ancora di Salvini, meno di chi gli sta intorno. Ad esempio, “Paolo Arata, che avrebbe scritto il programma sull’energia della Lega, che lo propose alla guida dell’Autorita’ Arera e che, per le inchieste, e’ il faccendiere di Vito Nicastri, vicino alla mafia. Credo che la Lega debba prendere le distanze da lui e chiarire il suo ruolo, visto che il figlio e’ stato assunto da Giorgetti”. Il ministro non comprende l’attaccamento del sottosegretario Siri alla poltrona. “Gli abbiamo chiesto un passo indietro. Continui a fare il senatore, non va mica per strada. Parliamo tanto di lotta ai delinquenti e quando un politico e’ indagato per corruzione stiamo zitti? Eh no, non funziona cosi’. Dove e’ la coerenza? Certo che Conte dovrebbe spingerlo alle dimissioni. E lo fara’, ne sono sicuro”. Salvini sembra avere mire su Roma. “Chiedetelo a lui. E’ stato montato un film su un provvedimento a costo zero. Per difendere un indagato per corruzione, si e’ colpita una citta’. Lo trovo paradossale”, ha concluso Di Maio.

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