Governo Conte: Azzolina ministro della Scuola, Manfredi all’Università

“Ho pensato di nominare la sottosegretaria Lucia Azzolina ministro della Scuola e il presidente della Crui Gaetano Manfredi ministro dell’Università e della ricerca”. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nella conferenza stampa di fine anno, rivelando la scelta fatta dopo le dimissioni del ministro dell’Istruzione Fioramonti.

“Mi sono convinto – ha spiegato Conte – che la cosa migliore per potenziare la nostra azione sia separare il comparto scuola da quello ricerca ed università, hanno logiche e problematiche diverse. Mi farò latore della creazione di un nuovo ministero dell’Università e della ricerca”.

“Una scelta giusta separare Scuola da Università e Ricerca. L’accorpamento in questi anni ha rischiato di creare un ministero troppo grande, con difficoltà a seguire al meglio settori centrali come scuola ricerca e università. Così con la separazione potranno essere valorizzate le attività di tutti e due i settori”, ha sottolineato Dario Franceschini, ministro per i Beni e le Attività culturali e capo delegazione Pd al Governo. “La scelta di un tecnico di grandissimo profilo come Gaetano Manfredi garantisce poi la centralità assoluta di ricerca e università nelle strategie del governo. Molti auguri anche a Lucia Azzolina che ha già seguito con competenza sin qui le politiche della scuola”, ha aggiunto.

“Il problema non e’ solo cambiare ministro, anzi ministri, ma cambiare metodo. Fioramonti non c’era mai e non ha mai coinvolto la maggioranza”, ha dichiarato Gabriele Toccafondi, capogruppo di Italia Viva in Commissione Cultura alla Camera, a proposito dell’annuncio del presidente del Consiglio Conte sulla nomina dei ministri Azzolina e Manfredi. “Chi aveva scelto, difeso e messo la faccia su Fioramonti ministro – continua – adesso ha deciso i suoi successori. Facciamo loro i nostri auguri e speriamo che almeno capiscano gli errori fatti – e sono tanti. Chi fara’ il ministro dell’Istruzione e dell’Universita’ abbia chiaro da subito che c’e’ una maggioranza che non e’ disposta a stare a guardare mentre viene demolita la scuola dell’autonomia, della valutazione, del merito, della qualita’. Altrimenti durera’ meno del precedente. Siamo in maggioranza, abbiamo collaborato per migliorare il decreto Scuola e per trovare risorse nella legge di Bilancio. Abbiamo la coscienza a posto sul lavoro svolto in questi quattro mesi in favore della scuola, fatta per i ragazzi. Ma non siamo disponibili a vedere un altro ministro assente, che si palesa solo nelle interviste, che non ha mai riunito ne’ ascoltato la maggioranza, mai presente in commissione o in aula. Se il nuovo ministro all’Istruzione avra’ i voti per decidere in autonomia faccia pure, altrimenti – conclude – sara’ bene che sia chiaro da subito che ha bisogno di tutta la maggioranza. Tutta”.

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