Governo, aut aut del Cav: “O si abroga l’Imu o salta fiducia”

“O si abroga l’Imu o salta la fiducia al Governo”. Nel corso di un’intervista al tg4,  il Cav ribadisce il proprio aut aut all’esecutivo Letta. Nel corso di un’intervista al  Tg4, Berlusconi ha dichiarato: “E’ così, ma non per puntiglio: è cosa buona e giusta non pagare l’Imu a giugno”. L’Imu, dice Berlusconi, è negativa per l’economia: “Produce negatività nelle famiglie che hanno incertezza sul loro futuro e consumano meno”.

Fassina: “No a guerre di religione”. “Troveremo un compromesso sull’Imu, ma è solo una delle tante voci che pesano sulle famiglie. Evitiamo guerre di religione, l’obiettivo è aumentare il potere d’acquisto”. Lo afferma il viceministro dell’Economia Stefano Fassina, secondo cui “non c’é dubbio che gli sforzi andrebbero concentrati sulle tasse che gravano sul lavoro e sull’impresa”. Su questo, dichiara in un’intervista alla Stampa, “cercheremo di convincere il Pdl”. Fassina si dice d’accordo con Angela Merkel sul fatto che quello dell’Italia sia anzitutto un problema di competitività e di produttività, “ma la condizione necessaria per raggiungere l’obiettivo è il sostegno della domanda e della crescita dell’ economia. Bisogna mettere insieme Keynes e Schumpeter: per generare innovazione ci vogliono anche stimoli anticiclici”. Intervistato anche dall’Unità, Fassina auspica “un’Europa diversa”, non quella “egemonizzata dai conservatori e che oggi ha la maggioranza nella Commissione, nel Consiglio e nel Parlamento”, ma un’Europa “dei progressisti, che individua la civiltà del lavoro come fattore propulsivo”. Il viceministro sottolinea “il fallimento delle politiche di austerità. Dopo 5 anni di manovre – osserva – l’Europa è più indebitata di prima, e si continuano a invocare mitiche riforme strutturali. Certo, l’Italia ha bisogno di un nuovo fisco e una pubblica amministrazione più efficiente, ma la priorità di oggi è la domanda interna. Se continuiamo a insistere con il rigore di bilancio e le riforme – avverte – andiamo a sbattere, sul piano economico e sulla tenuta democratica”.

L’Imu non può essere annullata “di colpo” per evitare conseguenze sui servizi ma può essere rimodulata tenendo conto dei redditi e dei carichi di famiglia. E’ l’opinione del direttore di AvvenireMarco Tarquinio. “Abolire totalmente l’Imu oggi come oggi, nella situazione data, significherebbe – si legge sul giornale dei vescovi – anche abolire, o almeno limitare gravemente, una serie di servizi essenziali per la cittadinanza e , in particolar modo, per i più deboli e fragili”. Uno sforzo deve essere fatto subito per i redditi più bassi e per le famiglie. Ma per il direttore di Avvenire “la prima casa deve gradualmente tornare ad essere esente, o quasi, da imposizioni che non siano quelle legate ai servizi territoriali”. Ci sono poi casi in cui “la famosa seconda casa risulta equiparabile alla prima”, come quella delle persone emigrate all’estero. “Quando si parla di casa bisognerebbe agire sempre – conclude il direttore del quotidiano cattolico nella risposta alla lettera di un lettore – con giudizio e sensatezza, mai per risentimento, polemica ideologica o pura propaganda”.

 

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