Governo, approva riforma della Giustizia ‘salvo intese’. E’ scontro Lega e M5S

Tra sospensioni e pause “spuntino”, non sono bastate otto ore di confronto e un Cdm fiume: M5s e Lega non trovano l’intesa sulla riforma della Giustizia. Il nodo è il processo penale. Il Consiglio dei ministri ha trovato un accordo di massima su giustizia civile e riforma del Csm, ma alla fine il via libera è “salvo intese”, non definitivo. Per la Lega restano distanze su una riforma definita “di facciata”. Per il M5s, Matteo Salvini sta tentando di bloccare l’abolizione della prescrizione che entrerà in vigore nel 2020.

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera sia alla riforma della giustizia civile sia a quella del Consiglio superiore della magistratura. Approvata salvo intese anche la riforma della giustizia penale del testo del ministro Alfonso Bonafede. Da giovedì partiranno tavoli politici con il premier Giuseppe Conte per dirimere i nodi ancora aperti tra M5s e Lega sulla parte penale del provvedimento.

La Lega: “Servono manager nei tribunali” – Non sono state dunque superate tutte le difficoltà relative alla riforma. La Lega sottolinea l’importanza di garantire “tempi certi per la giustizia. L’Italia è un Paese democratico, servono manager nei tribunali che garantiscano il rispetto dei tempi, servono nuove regole sulle intercettazioni, la separazione delle carriere. Il Carroccio non vuole i cittadini ostaggio a vita della giustizia e non accetta riforme di facciata”.

Ore di trattativa e braccio di ferro – Prima della riunione, il vicepremier Matteo Salvini aveva bocciato la riforma del ministro Alfonso Bonafede, affermando: “E’ acqua”. Di risposta, il collega Luigi Di Maio era sceso in trincea a sua difesa. Un copione seguito per tutto il pomeriggio a Palazzo Chigi, dove è andata in scena una lunghissima trattativa e un braccio di ferro dall’esito incerto all’ultimo. Una girandola di riunioni per provare a evitare una netta spaccatura nel governo.

Bonafede contro Giulia Bongiorno e la Lega – Durante la riunione, si è registrato un acceso confronto tra i ministri Alfonso Bonafede e Giulia Bongiorno. I due, in questi mesi, avevano dialogato a lungo sulla riforma della Giustizia, ma tra i due c’è stato un botta e risposta continuo su tutti i punti cruciali del testo firmato dal Guardasigilli. Bonafede ha poi rivolto parole decise anche alla Lega: “Stasera ho sentito tanti ‘no’, c’è stata assoluta disponibilità da parte mia ad affrontare proposte di modifiche. Io penso che i cittadini non possano aspettare più una riforma della Giustizia. Non posso immaginare che si possa bloccare con dei giochetti una riforma che tutti attendono”.

Sospensioni e pause “spuntino” – Previsto per le 15 e iniziato dopo le 16, il Cdm è stato sospeso quasi subito per ragioni tecniche, per poi riprendere alle 18:30. Oltre alle tensioni e al dibattito acceso, la seduta ha visto anche un’interruzione, intorno alle 21:30, per consentire a ministri e premier di rifocillarsi.

Conte, Di Maio e Salvini si erano incontrati per la prima volta dopo il grande gelo nato dal caso Russia. Il testo della riforma, già modificato in precedenza da Bonafede, riducendo ad esempio da nove a sei anni i tempi dei processi, è stato limato nel corso del pomeriggio. Uno dei primi obiettivi del Consiglio dei ministri era quello di prorogare con urgenza lo scioglimento di otto comuni e impugnare alcune leggi regionali. L’assemblea ha inoltre approvato la candidatura di Roma per gli Europei di nuoto del 2022 e di Taranto per ospitare i Giochi del Mediterraneo del 2025.

(fonte TGCom24)

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