Gli smartphone del Pentagono a rischio hacker

I telefoni cellulari dei militari Usa, in teoria i più impenetrabili agli attacchi degli hacker, sono in realtà vulnerabili quanti quelli di un normale cittadino, se non di più. Lo rivela il Daily Beast, in un lungo articolo nel quale illustra i rischi di attacchi informatici ai quali sono esposti gli smartphone dei funzionari ed ufficiali della Difesa e la lentezza del Pentagono nel porre rimedio alla situazione. Per quasi cinque mesi, rivela il sito, il personale militare ha continuato ad usare telefoni vulnerabili al virus ‘Stagefright’, che consente ai pirati informatici di accedere al contenuto e alle conversazioni effettuate attraverso un dispositivo infetto. Stagefright, scoperto per la prima volta a luglio dagli esperti della Zimperium, un’azienda che si occupa di sicurezza, colpisce gli smartphone che utilizzano il sistema operativo Android e può essere attivato anche con un semplice sms inviato al malcapitato di turno. Per coprire le falle aperte dal virus, sia Google, che realizza Android, che i vari operatori telefonici hanno messo a disposizione degli utenti una serie di aggiornamenti del sistema operativo. Ma quando si tratta di telefoni in uso a personale civile o militare delle Forze Armate Usa, le cose non sono così semplici. Ogni aggiornamento, infatti deve ricevere il via libera ufficiale del Pentagono. Ed è nel lasso di tempo che intercorre tra la scoperta di una nuova falla aperta da Stagefright , il rimedio messo a disposizione degli utenti per coprirla e le ulteriori lungaggini dei militari, che gli hacker possono continuare ad operare indisturbati. Del resto, che i pirati informatici siano particolarmente interessati ai dati riservati del personale Usa lo confermano due recenti e clamorosi casi. Il primo, riguarda la scoperta che hacker cinesi erano riusciti ad impossessarsi delle informazioni personali di 21,5 milioni di dipendenti pubblici statunitensi. Il secondo, l’attacco informatico dei pasdaran iraniani agli account dei social media usati dai membri dell’amministrazione Obama. E’ dal 2009 che i militari Usa tentanto di proteggere da orecchie indiscrete le proprie comunicazioni telefoniche, progettando un telefono cellulare che impieghi speciali sistemi di criptatura. Dopo 5 anni di lavoro e 36 milioni di dollari di spesa (circa 4.700 dollari a telefono) il progetto è stato recentemente del tutto abbandonato perché nel frattempo gli operatori telefonici erano passati al sistema 4G, incompatibile con lo smartphone militare. Per questo, considerando anche un risparmio potenziale di 300 milioni di dollari nei prossimi anni, il Pentagono ha deciso di dotare il proprio personale di comuni smartphone Android, appoggiandosi per i contratti ai vari operatori Usa, da Verizon, ad AT&T a T-Mobile. A luglio, l’annuncio della scoperta di Stagefright. Tra il rilascio dei primi upgrade per proteggere gli utenti dal virus e i lunghi tempi di verifica dei tecnici del Pentagono per autorizzare il personale a scaricare gli aggiornamenti, sono trascorsi mesi preziosi nei quali gli hacker potrebbero aver carpito informazioni top secret per conto di governi stranieri.

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