Gli appunti di Giorgia

 

Un taccuino a quadretti con su scritto: “Pronti ad aprire gli appunti di Giorgia?’. E’ la foto che la premier Giorgia Meloni ha postato su Facebook prima di iniziare una diretta nella quale ha annunciato una rubrica settimanale – “spero di riuscire a farla ogni domenica” – con la quale intende svelare direttamente agli italiani le sue riflessioni, i suoi progetti per l’Italia, le sue priorità politiche. “In tanti mi chiedono perché giro con un’agenda con il mio nome: bè, perché io scrivo tutto, quello che penso, quello che voglio fare… Siccome non ho segreti, ho deciso di svelarvi ciò che scrivo…”. Un “live” su Fb con commenti in tempo reale dei suoi followers, slide di spiegazione dei temi trattati, considerazioni sui vari aspetti della prima storica esperienza di governo della destra italiana con una donna alla guida.

Dall’intervento sull’ergastolo ostativo passando dal dl anti-rave e al lavoro sulla manovra, reddito di cittadinanza compreso. “Sono molto soddisfatta di quanto fatto finora”, rivendica, concedendosi una battuta anche sugli attacchi della maggioranza sul fronte manovra: “La sinistra non è d’accordo sulla nostra impostazione economica? Meno male…”.

Esordisce col tema del fisco, il presidente del Consiglio italiano: “Non tutti forse sanno che l’anno in cui c’è stata meno evasione fiscale è stato il 2010, quando il tetto al contante era 5mila euro. Più fai salire il tetto al contante meno favorisci l’evasione”, dice Giorgia Meloni nella sua diretta su Fb. E il Pos? “Fino a 60 euro non vorremmo obbligarli. Vedremo come andrà a finire l’interlocuzione con la Commissione europea. Ma l’obbligo per importi così bassi incide tantissimo sui commercianti”. “Il tetto al contante sfavorisce la nostra economia, siamo in un mercato europeo, il tetto ha senso solo se ce lo hanno tutti. In Europa ci sono tanti diversi tetti al contante, e nazioni che non ce l’hanno. La Germania non ha un tetto al contante, l’Austria che confina con l’Italia nemmeno. Chi ha contante da spendere preferisce andare a farlo in altre nazioni”, spiega ancora il premier.

“Voglio aiutare persone a uscire dalla povertà con il lavoro: il lavoro porta ovunque, il Reddito di cittadinanza ti tiene dove sei, non c’è scampo”, prosegue Giorgia Meloni sui social. “Tra percepire il reddito e rubare un’opzione di andare a lavorare forse dovresti prenderla in considerazione – ha aggiunto commentando il video di una donna che si lamentava della stretta al Reddito -. Più percepirai il Reddito più sarai povero e difficile da inserire nel lavoro. Voglio regalare la dignità del lavoro a persone che non meritano di essere mantenute. Non voglio che la gente sia costretta a votarmi, voglio costruire libertà”.

Nella rubrica settimanale, la Meloni si occupa anche di guerra. “Noi abbiamo difeso e continueremo a difendere l’Ucraina, ma non scaricheremo sui cittadini italiani i costi delle nostre scelte a livello internazionale”. Poi il tema della sicurezza in Italia: “Ci siamo occupati della questione dei rave illegali. In Italia è difficile con il governo attuale organizzare un rave illegalmente e le regole si rispettano. Quell’Italia nella quale lo Stato vessa le persone per bene e fa finta di non vedere chi agisce nell’illegalità è finita”.

“Difendere le aziende strategiche italiane è quel che faremo”, dice ancora il premier Giorgia Meloni nel video su Facebook. L’ultimo Consiglio dei ministri ha varato un provvedimento “che ci ha consentito di garantire la sopravvivenza, la continuità produttiva della raffineria di Priolo, un’azienda che con l’indotto coinvolge circa 10mila lavoratori in una terra come la Sicilia: l’abbiamo messa in sicurezza. La Lukoil continuerà a produrre grazie ai provvedimenti del governo: queste 10mila persone continueranno a lavorare. Una materia strategica come quella che riguarda il petrolio che rischiava di finire nel calderone delle sanzioni contro la Russia”, illustra il presidente del Consiglio.

 

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