Giuseppe Conte su Mario Draghi: “Non si arriva al 2023”

“Con questa maggioranza e questi problemi mi sembra improbabile arrivare al 2023”: Giuseppe Conte mette una pietra tombale sul governo di Mario Draghi, la cui palla al piede sarebbe rappresentata soprattutto dalla Lega di Matteo Salvini. Sull’eventuale uscita del Carroccio dall’esecutivo, invece, ha detto: “Potrebbe anche uscire, perché i numeri in Parlamento ci sono, ma credo non sia auspicabile un rafforzamento dell’opposizione in questa fase delicata, mentre attraversiamo il guado. Spero che la Lega si chiarisca le idee, non può dire una cosa e il suo contrario nella stessa giornata”.

In un’intervista col direttore della Stampa, Massimo Giannini, l’ex premier ha parlato anche della corsa al Quirinale: “Vedo grande confusione: prima dicono Draghi fino al 2023, poi Salvini lancia Berlusconi per il Quirinale, ora Giorgetti ribalta la prospettiva. Io non partecipo al gioco della destabilizzazione, le tirate di giacca fanno male: per il Colle ci sono tante variabili da considerare e ne parleremo in prossimità della scadenza”.

L’avvocato del popolo, poi, ha anche dato un giudizio non proprio positivo all’operato di Draghi: “Questo governo deve portare il Paese fuori dalla pandemia e mettere a terra i progetti del Pnrr. Sta lavorando, ma può fare di più”. Mentre si è mostrato più morbido nei confronti della candidata grillina a Roma, Virginia Raggi, da giorni al centro della polemica per via dei cinghiali che passeggiano nella Capitale in mezzo a turisti e residenti: “I cinghiali ci sono dappertutto e non sono un metro di giudizio. Lei è partita con un’eredità difficile, ma gli ultimi sondaggi la danno in forte risalita”.

Un commento infine anche sulla vicenda di Luca Morisi: “Lui è stato interprete del salvinismo più aggressivo, che andava a citofonare in giro e rincorreva l’immigrato di turno, alimentando le paure nel Paese. Sorprende come il leader della Lega applichi un metro di valutazione indulgente nei confronti degli amici, rispetto a quanto fatto con gli avversari in passato. Comunque è un ulteriore elemento che si aggiunge al caos leghista e queste fibrillazioni possono far male al governo”.

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