Giorgia Meloni tra regionali e presidenzialismo

‘Il mio sogno è che il prossimo Capo dello Stato sia eletto a suffragio universale dai cittadini. E’ una battaglia storica della Destra. Che Fratelli d’Italia continuerà nelle piazze e in Parlamento’, Giorgia Meloni, intervistata dal Dubbio, ribadisce il presidenzialismo come la stella polare di una stagione di riforme. E posiziona Matteo Renzi ‘tra i politicanti più spregiudicati della storia d’Italia’. La leader di Fratelli d’Italia giudica vergognosa la spudoratezza con la quale ‘questo signore ci dice che si è alleato con gente che gli dà il voltastomaco. Perché bisogna in tutti i modi impedire agli italiani di votare chi vogliono. Altrimenti al Colle potrebbe essere eletto qualcuno non gradito alla sinistra e alla Merkel’.

A inizio settimana c’è stato  un incontro a Roma  tra Hieko Maas, ministro degli Esteri tedesco, e Luigi Di Maio. Le agenzie hanno battuto la notizia del faccia a faccia e soprattutto della visita all’ospedale Spallanzani, ma Dagospia aggiunge un dettaglio molto più importante di tutti gli altri: Maas era nella capitale anche per un incontro riservatissimo con alte autorità istituzionali del nostro paese. Durante la chiacchierata – si legge nella Dagonews – il ministro tedesco avrebbe comunicato un no a caratteri cubitali a un eventuale approdo a Palazzo Chigi di Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Ovviamente si tratterebbe di un diktat di Angela Merkel, la vera padrona dell’Unione europea: secondo la cancelliera il sovranismo anti-europeista dei due leader del centrodestra italiano potrebbe mettere a rischio gli aiuti comunitari all’Italia, in agenda nei prossimi anni per porre rimedio alla catastrofe del coronavirus. Messa giù così la cosa assume i contorni di un ricatto. Tra l’altroè uscita su La Stampa un’intervista alla Merkel che mette pressione su Giuseppe Conte: il concetto espresso dalla cancelliera è che le risorse Ue non devono rimanere inutilizzate e quindi l’Italia in attesa del Recovery Fund dovrebbe proprio attingere al Mes. Sul quale però il premier continua a fuggire per evitare la resa dei conti all’interno della maggioranza giallorossa e in particolare del Movimento 5 Stelle.

La Meloni auspica un governo eletto dagli italiani e non frutto di operazioni di palazzo. E guarda alle prossime scadenze elettorali come una cartina al tornasole: ‘La realtà sarà sotto gli occhi di tutti,  anche del presidente della Repubblica, se il centrodestra dovesse vincere alle Regionali’.

‘In Puglia la Lega esprima il vicepresidente sulla base del consenso, in caso di vittoria. Fratelli d’Italia ha già firmato nel 2018 un programma che prevedeva l’appoggio all’autonomia regionale. E in passato la Destra ha sostenuto la devolution. Abbiamo sempre detto, però, che per noi l’unità nazionale è imprescindibile. E deve essere garantita. In Veneto, abbiamo già votato per l’autonomia. E siamo pronti a firmare quel programma. Ma vorremmo anche che gli alleati sottoscrivessero il patto anti- inciucio. Tutti sanno che sono stati i 5Stelle, nel governo gialloverde, a impedire che l’autonomia andasse in porto’.

Se si andasse a votare oggi Giorgia Meloni otterrebbe 4,6 milioni di preferenze, più del doppio di quelle ricevute alle europee (2,7). Un dato impressionante, che è l’ennesima conferma dell’ascesa della leader di Fdi, premiata per la coerenza con cui affronta le questioni politiche. In pratica la Meloni risucchierebbe i voti persi dalla Lega (6,8 milioni, 2,3 in meno rispetto alle europee) e da Fi (4,6 milioni, 300mila in meno): segno che gli equilibri all’interno del centrodestra stanno cambiando, ma anche che la coalizione unita è sempre la più forte.

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