Giorgia Meloni contro i Dpcm e Draghi: “Non vedo discontinuità”

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni è tornata a parlare del governo Draghi e del “cambio di passo” rispetto al governo Conte, richiesto da alcune forze di centrodestra. In un’intervista  Meloni ha preso nuovamente le distanze dal premier Draghi e la sua squadra di governo, sottolineando di non vedere alcun cambiamento “rispetto al governo Conte; i volti, i contenuti e i metodi sono gli stessi del governo giallorosso”.

“Abbiamo in pratica gli stessi ministri e sottosegretari”, e in particolare Meloni si è scagliata sullo strumento del Dpcm, fortemente criticato quando era Conte a firmarlo e ancor di più ora che anche Draghi ha adottato lo stesso metodo per stabilire le misure dal 6 marzo al 6 aprile.

La leader di Fratelli d’Italia ha fatto l’esempio dei ristoranti ancora chiusi a cena, un provvedimento che ha causato ingenti danni alle attività di ristorazione. Sul fronte vaccinazioni, poi, Meloni ha fatto appello al governo di osservare il modello della Regione Marche “guidata da Francesco Acquaroli, che ha stretto un accordo con i medici per le vaccinazioni a domicilio e negli studi medici del territorio”.

E sul vaccino Sputnik, attualmente in fase di valutazione dall’Ema, Meloni ha affermato: “Io non dispongo di elementi per dire se lo Sputnik sia sicuro o meno ma il governo può rispondere a questa domanda perché ha i dati e sulla base delle evidenze scientifiche può agire. Perdere tempo non è più possibile. La Russia sostiene di avere 50 milioni di dosi per l’Ue e se ci sbrighiamo possiamo acquistare quelle che servono”.

Meloni ha però riconosciuto che almeno un cambiamento drastico, rispetto al governo Conte, c’è stato: si tratta della nomina a commissario per l’emergenza del Generale Francesco Paolo Figliuolo, che è subentrato al posto di Domenico Arcuri. “L’unica differenza” per la leader di Fratelli d’Italia, che ha sottolineato che la “discontinuità va dimostrata coi fatti”.

Meloni ha fatto alcune proposte per sbloccare la situazione, al posto dell’utilizzo di un eventuale pass vaccinale: “Investire sullo screening, che mi pare sarebbe più intelligente, creando un database di tamponi che può essere interrogato tramite QR code. Oppure pensare al test di tamponi rapidi negli aeroporti o alle frontiere. Di soluzioni per non ripetere gli errori dello scorso anno ce ne sono tante”.

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