Economia, Giorgetti: “Tria sia piu’ elastico sulle virgole del deficit”

Il sottosegretario alla Presidenza, Giancarlo Giorgetti, in una intervista a “la Repubblica” spiega che ministro Tria non corre alcun rischio, nonostante la levata di scudi del capo politico del M5S e vicepremier Luigi Di Maio, che in giornata aveva alzato come mai finora l’asticella dello scontro (‘Un ministro serio trova le risorse’). Ecco, Giorgetti, decide di avanzare una sorta di mozione d’ordine: “L’invito che farei a tutti i colleghi di governo e’ quello di parlare il meno possibile e darsi da fare. Il momento e’ delicato ed e’ vero che conta lo zero virgola, il rispetto dei parametri nella stesura della manovra, ma e’ anche vero che non possiamo impiccarci alle percentuali: i mercati guardano anche alla serieta’ delle proposte, oltre che alla tenuta dei conti”. L’inquilino di via XX Settembre che non vuole valicare in manovra il confine virtuoso dell’1,6 nel rapporto debito/Pil rischia di essere un ostacolo per M55 e Lega, intenzionati a portare a casa almeno uno stralcio di reddito di cittadinanza e di pensioni a quota 100: “Il ministro ha garantito che rispettera’ l’impegno per la riduzione del debito ed e’ una garanzia importante. Ma sia noi che i nostri alleati abbiamo avanzato le nostre proposte con senso di responsabilita’. Al ministro Tria si chiede solo di non impiccarci allo zero virgola, di mostrare un minimo di disponibilita’”.

Nessuno si sogna di sfiorare il 3 per cento, come qualcuno azzarda. Ma una concessione oltre l’1,6, ecco, quella i due azionisti di maggioranza del governo se l’aspettano: “Anche perche’ – riprende – con la pace fiscale recupereremo parecchie risorse utili a ridurre il debito. E ancora, noi la flat tax pur graduale vogliamo introdurla e cosi’ la riforma della Fornero per consentire di andare in pensione anche a chi ha compiuto 62 anni e ha 38 di contributi”. Ma servono 8 se non dieci miliardi di euro, altrettanti per il reddito di cittadinanza dei 5 stelle: “Vedremo se le cifre necessarie saranno realmente quelle: fino al termine di questa settimana lavoreranno i tecnici. Poi ci rivedremo per con gli altri colleghi di governo per compiere le scelte politiche necessarie”. Nulla e’ ancora deciso, insomma. Quel che e’ certo e’ che Tria non si tocca. A conferma di una linea difensiva dalla quale la Lega non intende desistere. Ma se c’e’ un dossier sul quale il sottosegretario varesino e’ stato concentrato tutto il giorno e’ quello delle Olimpiadi. Primi carboni ardenti per l’uomo con delega allo Sport. Poche ore prima e’ andato in commissione al Senato e ha quasi issato bandiera bianca: “La candidatura cosi’ non puo’ andare avanti”.

Di Maio ha attaccato il Coni, mentre i due governatori di Lombardia e Veneto annunciavano di voler andare avanti comunque con ‘Milano-Cortina 2026′: “Credo sia sbagliato andare a caccia di capri espiatori come qualcuno sta facendo in queste ore”, dice con riferimento al vicepremier M5S. Il sottosegretario difende l’operato del Coni e di Malago’: “Io mi sono limitato a dire al Senato che la proposta per come era stata formulata, con le tre piazze, Torino, Milano e Cortina, non poteva piu’ funzionare nel momento in cui per motivi vari Milano e Torino non accettavano di fare gioco di squadra”. Per questi grandi eventi – aggiunge – serve serieta’ e coesione: “Se manca quella ancor prima di cominciare, allora addio. Io non penso come Di Maio che si debbano chiamare in causa gli amministratori locali. Perche’ se delle responsabilita’ le ha avute il sindaco di Milano Sala, altrettante ne ha in questa vicenda la Appendino a Torino». Insomma, gli alleati non possono tirarsi fuori. E se qualcuno pensa che, affondando le Olimpiadi, si possa attingere al pozzo dei 374 milioni di euro che il governo dovrebbe destinare ai giochi invernali, allora si sbaglia”, avverte Giorgetti.

“I fondi per il 2026 sono investimenti in conto capitale, mentre per la misura d’aiuto alla poverta’ occorrono soldi in conto corrente nella manovra 2019: non confondiamo i piani”, spiega da economista ex bocconiano. Detto questo, il governo a suo dire “potra’ comunque sostenere la candidatura a due. A una sola condizione: che le regioni trovino le risorse senza l’aiuto del governo. Se Zaia e Fontana pensano di avere le cartucce, sparino, ma lo facciano in fretta”. Insomma, i soldi devono metterli loro, anche facendo ricorso a investimenti privati. Altra miccia, la cena di Arcore di domenica. I 5 stelle hanno fatto trapelare tutta la loro irritazione per le presunte ‘garanzie’ di Salvini a Berlusconi. Il Cavaliere, hanno avvertito, ‘non potra’ mai mettere le mani sulla Rai’. Garanzie ad esempio sulle concessioni tv come sui tetti pubblicitari ai quali il grillino Vito Crimi vorrebbe mettere mano. Giorgetti taglia corto: “A dire la verita’, nulla di tutto questo e’ stato oggetto della discussione ad Arcore”, ha concluso il sottosegretario alla Presidenza.

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