Gilet gialli e il ‘mea culpa’ di Macron

Il portavoce del governo francese Benjamin Griveaux, a poche ore dal cruciale intervento televisivo del Emmanuel Macron per disinnescare le proteste dei gilet-gialli, si è detto ‘sicuro che il presidente della Repubblica sarà in grado di ritrovare la strada per raggiungere il cuore dei francesi, toccarli al cuore e parlare al loro cuore’.

Intervistato dalla tv LCI, il fedelissimo del presidente ha evocato come possibili annunci tagli alla fiscalità e aumento dei redditi con bonus eccezionali per i cittadini. Parole in linea con quelle della ministra del Lavoro, Muriel Pénicaud, secondo cui Macron annuncerà misure concrete e immediate a vantaggio del potere d’acquisto dei francesi. Escluso invece, salvo clamorose sorprese, un aumento del salario minimo. Rimasto da giorni nel più rigoroso mutismo, salvo un tweet per congratularsi con il lavoro delle forze dell’ordine, Macron si rivolgerà alla nazione alle 20:00 in un solenne messaggio trasmesso dall’Eliseo, da molti considerato come un cruciale punto di svolta per il suo quinquennato. Riuscirà a convincere? Nulla è meno certo ma sono in molti a ritenere che oggi Macron si giochi il suo futuro politico.

Macron, davanti a un gruppo di sindaci ricevuti all’Eliseo, avrebbe ammesso durante il weekend di aver fatto qualche ‘cavolata’. Riferite da alcuni dei presenti a Le Parisien, le frasi del presidente francese hanno fatto il giro del web: ‘In questo paese ci sono troppe tasse, troppo fisco…’. Fra le cavolate fatte, Macron avrebbe citato la diminuzione degli aiuti per gli alloggi e la limitazione della velocità a 80 km/h sulle strade secondarie di Francia.

Emmanuel Macron, sempre in silenzio e nelle stanze dell’Eliseo, si prepara al lunedì in cui dovrà giocarsi tutte le carte, prima fra tutti il jolly delle concessioni ai gilet gialli per evitare che sabato prossimo prenda forma un quinto appuntamento con la guerriglia a ridosso di Natale.

Accerchiato dai nemici, interni e internazionali, Macron sta mettendo a punto i ritocchi agli annunci che farà stasera, rivolgendosi finalmente ai francesi in tv alle 20. Tagli alle tasse, aumento dei sussidi e delle pensioni minime, rinuncia all’ecotassa, o addirittura rimpasto di governo e siluramento di Edouard Philippe: il toto-proposte impazza, ma già domani mattina si avranno le prime anticipazioni, perché dalle 10 il presidente riceverà all’Eliseo le alte cariche dello Stato, i partiti, i sindacati e tutti i partner sociali per illustrare loro, in anteprima, il suo piano per disinnescare il grande conflitto sociale.

Ad ogni modo domenica mattina la Francia si è risvegliata ancora una volta con la testa pesante dopo la sbronza di violenza del sabato. Se il consenso per i gilet gialli, pur in calo, resta alto, il governo appare sull’orlo di una crisi di nervi. Il nuovo tweet di Trump, che si accoda ai gilet gialli e spiega la loro rivolta con l’accordo di Parigi sul clima, da lui osteggiato, ha fatto reagire con stizza i vertici: ‘Noi non interveniamo sulla politica interna americana e ci piacerebbe fosse reciproco’. Per una volta non ha avuto bisogno di codici diplomatici il capo del Quai d’Orsay, Jean-Yves Le Drian, che è stato ben attento ad associare alla sua presa di posizione il presidente Macron.

In Italia Movimento Cinque Stelle sposa con   Beppe Grillo e Alessandro Di Battista i gilet gialli . L’ex deputato interviene ancora dal Centro America. Lo fa con un post su Facebook in cui sembra voler spronare il Movimento. ‘Le richieste dei Gilet gialli  sono sacrosante, così come sacrosanta è la loro battaglia contro questa stramaledettissima globalizzazione e credo che il Movimento 5 Stelle debba dare il massimo supporto a questo movimento di cittadini francesi che chiede diritti, salari giusti, la fine dell’impero delle privatizzazioni e il controllo della finanza da parte degli Stati’.

Insomma, non solo un giudizio positivo sul movimento di protesta francese, ma anche un invito all’azione, al sostegno concreto ai gilet francesi. Ben più prudente sui Gilet transalpini è stato invece nelle ultime ore  Matteo Salvini: ‘Io dico no a qualsiasi genere di violenza, nel senso che quando prendi in mano una bottiglia incendiaria e la scagli contro un poliziotto non sei un rivoluzionario ma un cretino’.

 

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