Giappone-Cina: Xi potrebbe visitare Tokyo prima dell’abdicazione dell’imperatore

Il presidente cinese, Xi Jinping, potrebbe decidere di visitare il Giappone prima dell’abdicazione dell’imperatore Akihito, nei primi mesi del 2019. A sostenerlo sono fonti citate dal quotidiano “Nikkei”, che sottolineano come il capo di Stato cinese abbia gia’ incontrato Akihito in un’occasione, nel dicembre 2009, quando ancora era vicepresidente cinese. La visita era stata oggetto di pesanti polemiche in Giappone, dove allora governava il Partito democratico (Dpj) di centrosinistra: l’incontro, infatti, era stato organizzato all’ultimo minuto su pressione dell’allora segretario generale del Dpj, Ichiro Ozawa, aggirando l’ordinaria etichetta che prevede di fissare gli appuntamenti dell’imperatore con almeno un mese di anticipo. Per Xi, che nel 2009 era gia’ emerso come probabile successore di Hu Jintao, l’incontro con Akihito aveva costituito un’importantissima legittimazione politica internazionale. Stando alle indiscrezioni, l’imperatore giapponese trovo’ in Xi un interlocutore di proprio gradimento, e l’incontro fini’ per durare assai piu’ del previsto.

Xi attribuirebbe enorme importanza agli incontri pubblici con il sovrano giapponese. Nell’agosto 2011, in occasione di una visita in Cina dell’allora vicepresidente Usa Joe Biden, Xi volle assicurarsi che questi non avesse in programma un incontro con Akihito durante la sua successiva visita in Giappone. E’ dunque probabile, secondo la stampa giapponese, che il Xi abbia osservato con attenzione l’incontro tra Akihito e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, lo scorso 6 novembre. Lasciatosi alle spalle il 19mo Congresso nazionale del Partito comunista, Xi e’ impegnato a preparare il suo calendario diplomatico. Dopo l’incontro del capo di stato cinese con il premier giapponese Shinzo Abe a Da Nang, in occasione del summit Apec della scorsa settimana, pare assai probabile che una eventuale visita di Xi in Giappone sara’ preceduta da quella del premier Li Keqiang, per un summit trilaterale con la Corea del Sud che dovrebbe essere organizzato il mese prossimo.

Se l’evento andra’ come da programma, e se nel frattempo non subentreranno nuovi elementi di tensione nelle relazioni bilaterali, Xi visitera’ il Giappone nel 2018 o nel 2019. Quella di Xi sarebbe la prima visita al Giappone di un capo di Stato cinese in oltre un decennio: l’ultima risale a maggio 2008, quando era presidente cinese Hu Jintao. La tempistica della visita di Xi potrebbe essere influenza in misura determinante proprio dall’abdicazione dell’imperatore Akihito, che il mese prossimo compira’ 84 anni e intende cedere la corona al figlio maggiore, Naruhito. La data dell’avvicendamento sul Trono del crisantemo non e’ ancora nota, ma l’evento potrebbe avvenire nell’aprile del 2019.

Secondo una fonte diplomatica cinese citata dal “Nikkei”, “Se la visita di Xi si dovesse concretizzare, ci saranno due opzioni in termini di tempistica: prima dell’abdicazione dell’imperatore, e dunque entro fine marzo 2019, oppure dopo l’insediamento sul trono del nuovo imperatore”. Secondo la fonte, pero’, Xi preferirebbe “tenere il prossimo incontro con l’attuale imperatore, di cui ha maturato un’ottima impressione. Inoltre, l’attuale imperatore ha visitato la Cina 25 anni fa contribuendo alle relazioni tra Cina e Giappone”. La decisione di Xi potrebbe essere influenzata da altri fattori, a partire dall’intenzione di Abe di riformare la costituzione pacifista giapponese: un progetto cui Pechino guarda in maniera assai critica.

Il Principe della corona giapponese Naruhito dovrebbe sedere sul Trono del crisantemo il 1 aprile 2019. Lo hanno riferito la scorsa settimana fonti governative giapponesi, secondo cui l’Esecutivo di Tokyo ufficializzera’ la data della successione dopo la prossima convocazione dell’Agenzia della Casa imperiale, singolare istituzione governativa giapponese che non risponde direttamente al primo ministro e al parlamento, e include trai suoi membri la famiglia del Principe della Corona imperiale. Il governo sta valutando due piani per la successione imperiale dallo scorso anno, quando l’imperatore Akihito, oggi 83 enne, ha annunciato al volonta’ di abdicare. I due piani approntati dal governo nei mesi scorsi prevedevano l’abdicazione dell’imperatore, e la conseguente conclusione dell’Era Heisei, nel marzo 2019, e l’ascesa al trono di Naruhito il mese successivo; il secondo piano, invece, fissava la fine del regno di Akihito a dicembre 2018, e l’inizio di una nuova era imperiale nel gennaio 2019.

L’Agenzia della Casa imperiale, pero’, si e’ opposta alla seconda ipotesi, sottolineando che l’avvicendamento al trono tra dicembre e gennaio andrebbe a cozzare con una serie di importanti rituali ed impegni stagionali della famiglia imperiale. La famiglia imperiale, inoltre, sara’ particolarmente indaffarata nel gennaio 2019, che segnera’ il 30mo anniversario della morte dell’imperatore Hirohito, che ha segnato la fine dell’Era Showa. Stando alle fonti citate da diversi quotidiani giapponesi, il governo ha preso atto degli appunti dell’Agenzia della Casa imperiale, ed ha deciso di posticipare la transizione a marzo-aprile. Akihito siede sul trono imperiale giapponese dal 1989, quando aveva 27 anni. L’ultimo imperatore giapponese a “dimettersi” era stato Kokaku, nel 1817.

Il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ha archiviato con successo il vertice di martedi’ con il presidente Usa Donald Trump, e guarda ora agli imminenti incontri regionali in Vietnam e nelle Filippine come un’opportunita’ per riallacciare il filo del dialogo con la Cina sui fronti della sicurezza e della cooperazione economica. Dopo la partenza di Trump alla volta della Corea del Sud, nella giornata di ieri, Abe ha convocato la sua squadra di governo – a partire dal viceministro degli Esteri, Shinsuke Sugiyama – per preparare l’itinerario diplomatico dei prossimi giorni, scanditi dai summit della Cooperazione economica asiatico-pacifica (Apec) e dell’Associazione delle nazioni del Sud-est Asiatico (Apec). Abe punta ad organizzare un faccia a faccia con il presidente cinese Xi Jinping a margine di uno di questi eventi. L’incontro tra i due leader sarebbe il primo dallo scorso luglio, in occasione del summit del G20 di Amburgo, e soprattutto il primo dopo il Congresso nazionale del Partito comunista cinese del mese scorso, che ha consolidato la leadership del presidente cinese.

La priorita’ a breve termine di Abe e’ la gestione della crisi con la Corea del Nord, la cui soluzione non puo’ prescindere dalla piena collaborazione di Pechino. Nel lungo termine, invece, il Giappone scorge allettanti opportunita’ nell’ambizioso progetto cinese della Nuova via della Seta. Ottenere per il Giappone un ruolo nel progetto, come partner per gli investimenti e la realizzazione di opere infrastrutturali di elevata qualita’ darebbe ossigeno alla strategia economica del premier giapponese, che pare aver perlopiu’ esaurito le “munizioni” concesse dallo stimolo economico e monetario. Abe spera anche di riuscire a negoziare con Xi l’organizzazione di visite ufficiali nei rispettivi paesi entro il 2018, che segnera’ il 40mo anniversario del Trattato di pace e amicizia tra i due paesi.

Questo obiettivo poggia sull’assunto che quest’anno Tokyo riesca ad ospitare il summit trilaterale Giappone-Cina-Corea del Sud. L’evento, che si dovrebbero svolgere a rotazione ogni anno nelle capitali dei tre paesi, dal 2008 ad oggi e’ stato organizzato solo sei volte, l’ultima nel 2015. La recente normalizzazione delle relazioni tra Seul e Pechino, a seguito delle tensioni causate dallo schieramento dei sistemi antimissile Thaad in Corea del Sud, potrebbe agevolare l’ambizione del premier giapponese di ospitare quest’anno il summit trilaterale – e dunque il premier cinese Li Keqiang – e spianare cosi’ la strada a un viaggio di Abe in Cina l’anno prossimo. Il ministro degli Esteri giapponese, Taro Kono, potrebbe recarsi in Cina a sua volta quest’anno nel tentativo di giungere a un accordo.

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