Giappone. Centinaia di manifestanti contro il riavvio del reattore della centrale

In Giappone dopo la decisione adottata di far ripartire di nuovo la centrale nucleare di Oi, centinaia di manifestanti si sono dati appuntamento sul luogo, per protestare contro il riavvio di un reattore dell’impianto, il primo a essere rimesso in funzione dopo il disastro di Fukushima. A partire dalle ore 21 di ieri, le 14 in Italia, la centrale atomica nella prefettura di Fukui (ovest) è di nuovo una fonte energetica grazie al suo reattore numero 3. Soddisfazione da parte della Kansai Eletric Power (o Kepco, gestore di servizi di riferimento per l’impianto) mentre accese sono state le proteste da parte dei cittadini giapponesi evacuati dopo la devastazione seguita al sisma tsunami dell’11 marzo 2011. Nella giornata di sabato, decine di migliaia di persone erano scese in piazza a Tokyo nella più grande manifestazione nella capitale giapponese dagli anni Sessanta. Il 16 giugno scorso, l’esecutivo guidato da Yoshihiko Noda ha disposto il riavvio di due unità della centrale di Oi – i reattori n. 3 e 4 – giudicate sicure dall’Agenzia di sicurezza nucleare, da un comitato ad hoc e dai rappresentanti della comunità locale. Si dovrà comunque attendere fino alla fine del mese perché la produzione entri pienamente a regime. In questi giorni, come ha scritto il quotidiano Asahi Shimbun, sono state raccolte circa 7,5 milioni di firme per una petizione che vorrebbe l’addio al nucleare nel paese del Sol Levante attraverso un referendum nazionale. Ad alimentare il vento della protesta, la notizia che il reattore numero 4 di Oi ha già evidenziato problemi al sistema di raffreddamento: l’ultimo blocco lo scorso sabato, quando è rimasto fuori uso per circa un giorno e mezzo mettendo a rischio la stabilità di oltre 1.500 barre di uranio.

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