Gerusalemme, polizia israeliana nella moschea di al-Aqsa e scontri con i palestinesi

Scontri tra polizia israeliana e giovani palestinesi con gli agenti che hanno fatto irruzione nella Moschea di Al-Aqsa. Il portavoce della polizia Micky Rosenfeld ha riferito che gli agenti sono entrati solamente pochi metri all’interno del luogo sacro per i musulmani per chiuderne il portone principale e impedire che decine di manifestanti che vi si erano barricati continuassero a lanciare pietre, petardi ed altri oggetti. E’ stato solamente per chiudere le porte, ha detto Rosenfeld,  non abbiamo fatto irruzione, non siamo entrati dentro. Quattro agenti sono rimasti lievemente feriti nel lancio di oggetti, ha detto ancora il portavoce della polizia, aggiungendo che non è stato effettuato alcun arresto. Numerosi manifestanti sono invece rimasti intossicati dai gas lacrimogeni, secondo quanto riportano i media palestinesi. La protesta palestinese è iniziata per impedire ai fedeli di religione ebraica in occasione della festività di Tishà Beav, nella quale si commemora la distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dei Romani nel 70 dopo Cristo, di accedere alla Spianata delle Moschee. Sul luogo conosciuto anche come Monte del Tempio, si trovano non solo la Moschea di Al Aqsa, terzo luogo sacro in ordine di importanza per l’Islam, ma anche le rovine del Tempio ebraico. L’ingresso della polizia israeliana all’interno della Moschea di Al Aqsa è un evento assai raro nella pur tormentata storia dei rapporti tra israeliani e palestinesi, proprio a causa della rilevanza per tutto il mondo arabo e islamico del luogo. Nel 2000, la visita dell’allora leader dell’opposizione israeliana Ariel Sharon alla Spianata delle Moschee innescò una drammatica spirale di violenze e la seconda Intifada palestinese.

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