Gentiloni: ‘Pericoloso no deal su Brexit, è interesse Ue’

‘Con la Gran Bretagna avremo un atteggiamento di amicizia, difendendo gli interessi nazionali ma sapendo che la strada del ‘no deal’ di non trovare un accordo sarebbe un ripiego negativo e pericoloso. È nell’interesse dell’Ue arrivare a un’intesa’, è la posizione del governo italiano sulla Brexit espressa dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni,  riferendo al Senato in vista del prossimo Consiglio europeo di Bruxelles del 14 e 15 dicembre. Il tema Brexit sarà centrale al vertice, che chiuderà sulla fase ‘uno’ del negoziato e avvierà quella successiva, che regolerà i rapporti tra Regno Unito e Ue dopo il marzo 2019, data della uscita formale.

Alla riunione di venerdì la decisione principale riguarderà la presa d’atto dei risultati, che noi consideriamo positivi, della prima fase dei negoziati sulla Brexit. I negoziati hanno raggiunto progressi sufficienti in tre punti: i rapporti con la questione irlandese,  dove si è arrivati ad una definizione per la quale non ci saranno controlli di confine; si è risolta la discussione sull’ammontare delle somme dovute dal Regno Unito al bilancio Ue; si è risolta la questione dello status dei cittadini comunitari.

La Brexit, ha aggiunto, è stata in fondo una sveglia per l’Ue, e quello che è successo dopo non ha certamente fatto diffondere gli atteggiamenti divorzisti nell’ambito Ue, non mi pare che dalla Brexit ci sia stata una grande disseminazione di posizioni anti Ue, al contrario, ci sono difficoltà evidenti da parte del Regno Unito alle quali dobbiamo guardare con rispetto che si deve a un paese amico e alleato dell’Italia.

Il premier predice difficoltà maggiori nel negoziato sui rapporti futuri, annuncia che su un altro punto all’ordine del giorno, la questione migranti, rinnoverà la richiesta che tutti i partner europei se ne facciano carico, ed esprime apprezzamenti moderati per il pacchetto della Commissione europea sulla governance economica.

 Gentiloni è soddisfatto anche dell’intesa sui diritti dei cittadini Ue residenti in Gran Bretagna, i quali vedranno riconosciuti ‘i diritti acquisiti’ e sul tema restano solo ‘aspetti secondari ancora in discussione, ma che credo verranno risolti’. Infine, pure le rassicurazioni sul mantenimento degli obblighi finanziari sono sufficienti, secondo Gentiloni, per passare alla fase due del negoziato, quella sul post-Brexit.

Sulla cultura, altro punto che verrà discusso dai capi di Stato e di governo riuniti a Bruxelles, Gentiloni rivendica che su proposta italiana si deciderà l’istituzione della carta europea dello studente, che darà accesso a facilitazioni di istituzioni culturali e mobilità. Verrà inoltre adottata la decisione di uniformare in tutti i paesi Ue la presenza di almeno due lingue straniere a fianco alla lingua madre nei corsi di istruzione, una decisione che agevola la diffusione della nostra lingua.

 

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