Gentiloni: ‘Isis ci minaccia. Pronti a combattere’

“L’Italia è minacciata dalla situazione in Libia, a 200 miglia marine di distanza”,  così il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni,  ha commentato le notizie allarmanti sulla presenza dell’Isis a Sirte. “Se non si trova una mediazione” in Libia, ha aggiunto, bisogna pensare “con le Nazioni unite a fare qualcosa in più”. E l’Italia, ha sottolineato il capo della diplomazia italiana, è pronta a combattere in un quadro di legalità internazionale. L’Isis avanza in Libia e l’ambasciata d’Italia a Tripoli invita i connazionali a lasciare “temporaneamente” il Paese. Alla Farnesina si sottolinea come la situazione della sicurezza si stia progressivamente aggravando a causa dell’avanzata dei miliziani jihadisti. Già presenti in Cirenaica, gli affiliati allo Stato islamico hanno di recente preso di mira Tripoli e rivendicato l’attacco kamikaze all’hotel Corinthia del 27 gennaio. Durante il quale sono morti almeno 5 stranieri. L’Eni ha voluto rassicurare sulla sicurezza dei propri dipendenti: “La presenza di espatriati Eni in Libia è ridotta e limitata ad alcuni siti operativi offshore, garantendo in collaborazione con le risorse locali lo svolgimento regolare delle attività produttive nell’ambito dei massimi standard di sicurezza”, ha riferito un portavoce del ‘Cane a sei zampe’. Eni continua a monitorare con estrema attenzione l’evolversi della situazione,  hanno sottolineato dalla società petrolifera. 

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