Genova, tutto pronto. Bucci: un Ponte normale e straordinario

“E’ enorme, è aperto, sembra una portaerei”. Marco Bucci nei giorni scorsi ha potuto camminare sul nuovo ponte – “Genova San Giorgio – e conferma di aver provato una sensazione forte, ma non parla ancora di commozione. “Quella magari arriverà lunedì, lo vedremo, se pioverà come sembra potrà mimetizzare le eventuali lacrime”, scherza, ma neppure troppo.

Il sindaco di Genova e commissario per la Ricostruzione del viadotto sul Polcevera, in questi due anni, si è trovato più volte a parlare in pubblico con la voce rotta dal pianto, ma alla vigilia dell’inaugurazione è focalizzato sugli ultimi dettagli che potranno consentire al più presto l’apertura al traffico. “Abbiamo fatto quello che dovevamo fare – afferma – si continua a dire che il ponte è stata un’opera straordinaria ma è un errore enorme, noi abbiamo fatto una cosa che dovrebbe essere considerata normale, non penso che due anni siano un tempo eccezionale, penso siano un tempo giusto, anzi avremmo potuto guadagnare altri due o tre mesi se non avessimo avuto le complicazioni dell’amianto e del maltempo”.
Bucci non vuole minimizzare il lavoro svolto – “eccezionale”, ribadisce – ma è convinto che il “modello Genova” debba essere applicato ad altri progetti in Italia. “Dalle best option ai controlli antimafia non solo sulle aziende ma sulle singole persone, dall’utilizzo del codice europeo degli appalti ai lavori in parallelo fino ai protocolli Covid, dicono che è stato possibile solo perché c’erano i soldi di Autostrade; bene quando noi chiedevamo ad Autostrade di pagare, pagava: non è niente di trascendentale”.

Alla domanda se sarebbe disposto a impegnarsi in politica a livello nazionale per diffondere la diffusione di questo modello, Marco Bucci risponde: “Ho fatto il project manager, top management, per 20 anni su 35 anni di lavoro, ora ho un contratto per i genovesi per cinque anni, quando finirà vedremo cosa fare, magari un altro contratto con Genova”.

Intanto resterà commissario, fino a fine novembre: “Quando i lavori saranno ultimati del tutto”. Il primo cittadino ringrazia gli operai “quelli della demolizione e quelli della ricostruzione, ho in mente quel bergamasco che stava sui monconi del Morandi con il filo d’acciaio a tagliare i pezzi del ponte, per citarne uno” e poi chi gli è stato vicino, “mia moglie” cita per prima, e poi un lungo elenco dei collaboratori della struttura. “Mai, non ho mai pensato che non ce l’avremmo fatta”, afferma Bucci, sicuro che anche il prossimo, grosso, tassello andrà al suo posto: “Il quartiere sotto al ponte cambierà, è già pronta la piazza degli alberi per ricordare le vittime in attesa del memoriale, ma anche il progetto del grande cerchio rosso dell’architetto Boeri sta andando avanti, ho chiesto al governo di darmi i soldi avanzati dagli aiuti per il ponte per investirli direttamente senza doverli restituire a Roma, ed è una cosa su cui conto parecchio perché vorrebbe dire che noi il giorno dopo possiamo partire subito con i cantieri”. Il giorno dopo lunedì, quando – come il 14 agosto 2018 – è attesa pioggia.
Che comunque non creerà problemi. “Non penso – conclude il sindaco – che Genova possa ritardare l’apertura del ponte per un po’ di pioggia e poi i veri marinai si vedono con il mare grosso”.

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