GB. Deputati Tory a Cameron: “Referendum sull’Europa”

La crisi economica che sta colpendo l’eurozona inizia a mettere paura alla Gran Bretagna. Londra dovrà avere solo delle relazioni commerciali e nessun impegno politico per non essere inghiottita nei fallimenti economici dei Paesi continentali. E questa decisione dovrà essere presa dai cittadini inglesi attraverso un referendum. Più che una richiesta sembra essere un vero e proprio ultimatum quello lanciato al premier da un nutrito gruppo di deputati Tory. Se non vuole rischiare una rivolta interna al suo stesso partito e una emorragia di voti fra gli elettori David Cameron deve indire un referendum sull’Europa. E’ l’avvertimento lanciato dalle colonne del Telegraph, Mark Pritchard parlamentare conservatore che si è messo alla testa di un gruppo di 120 deputati tory che da quando è scoppiata la crisi nella zona euro spingono sul governo per un ridimensionamento della presenza del Regno unito nell’Unione europea. “L’Ue è diventata una forza di occupazione che sta erodendo la sovranità britannica” e il cui “sostegno scontato” dei deputati tory “non è più garantito”, ha detto Pritchard al Telegraph. E rivolgendosi al suo premier dice, “il governo dovrebbe organizzare un referendum l’anno prossimo in cui si chieda ai britannici se il Paese dovrebbe far parte di una unione politica o avere solo delle relazioni commerciali come era all’origine”. Pritchard ha poi avvertito che i conservatori subiranno una debacle elettorale, se i contribuenti si troveranno a pagare il prezzo di un fallimento delle politiche d’austerity dei Paesi dell’eurozona. Il deputato conservatore ha accusato Cameron di non aver onorato la promessa di un referendum sul Trattato di Lisbona. Recentemente il premier ha escluso l’eventualità di un voto sulla membership di Londra all’Ue. Ma nuove ombre si stanno addensando sul suo governo che si trova fra due fuochi: i partner liberal democratici europeisti da una parte e un esercito di ‘potenziali’ frondisti conservatori dall’altra. Tanto più che le ultime elezioni hanno portato ai Comuni un numero di deputati conservatori euroscettici senza precedenti.

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