Gay e la ‘black list’ dei senatori Pd

‘Contatta il tuo senatore malpancista, contrario alla stepchild’, è l’invito che compare sul sito Gay.it e che precede la lista dei senatori del Pd, una trentina, contrari al ddl Cirinnà sulle unioni civili perché contiene la stepchild adoption, ovvero la possibilità per la coppia gay di adottare il figlio avuto in precedenza da uno dei due. In pratica una lista di proscrizione, non diversa da quella che fu messa in rete nel settembre 2011 e che conteneva i nomi di presunti gay non dichiarati, tutti politici di centrodestra, che però erano contrari a una legge sull’omofobia. La lista di Gay.it non è differente da quella del Registro italiano razzisti e omofobi, che segnalava personaggi e politici rei di difendere la famiglia e sono liste che incoraggiano il tiro al bersaglio. Oggi che il marchio d’infamia si abbatte sui senatori democratici si scopre che simili metodi sono incompatibili con la civiltà del dialogo e della tolleranza.  Gay.it in ogni caso precisa che sarebbero 31 i senatori del Pd che voterebbero contro il ddl sulle unioni civili qualora l’articolo 5 sulla stepchild adoption passasse nonostante il loro voto contrario.  Un gruppo di senatori citati in un comunicato giudica come inqualificabile metodo squadrista quello di esporre liste di proscrizione con tanto di foto segnaletiche.

Cocis

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