GALA PLÁCIDO DOMINGO “NOCHE ESPAÑOLA” il grande ritorno del Maestro a Caracalla

Il Teatro dell’Opera di Roma propone per la stagione estiva alle Terme di Caracalla il grande ritorno del Maestro Plácido Domingo che mercoledì 7 agosto 2019 alle ore 21.00 sarà protagonista del Gala Plácido Domingo “Noche Española”. Una serata dedicata alla zarzuela, genere molto caro a Domingo poiché entrambi i suoi genitori erano cantanti di zarzuela. Sarà affiancato sul palco dal soprano Ana María Martínez e dal tenore Arturo Chacón-Cruz entrambi vincitori del concorso lirico Operalia, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma sarà diretta dal Maestro Jordi Bernàcer che partecipa al progetto dalla sua prima esecuzione, lo spettacolo vedrà inoltre la partecipazione della Compagnia di ballo Antonio Gades di Madrid. Antonio Gades è stato uno dei geni della musica tradizionale spagnola, un grande ballerino di flamenco e un affermato coreografoDurante la conferenza di presentazione di lunedì 5 agosto, il sovrintendente Carlo Fuortes ha così introdotto: “Siamo felicissimi, onorati del suo ritorno dopo quasi trent’anni a cantare dopo il grandissimo concerto dei Tre Tenori nel 1990. Abbiamo inseguito il Maestro per qualche anno e finalmente siamo riusciti, a riaverlo con noi, lui era tornato a Caracalla a dirigere Aida nel 2005, ma non a cantare. Volevamo che cantasse ancora in quello splendido luogo, ha accettato e ci fa molto piacere. Ha proposto un progetto molto particolare per il pubblico italiano, per il pubblico romano, abbiamo accettato perché è un progetto che amo moltissimo e credo che possa essere di grandissimo interesse anche in uno scenario così particolare come quello delle Terme di Caracalla. Il Maestro rappresenta la storia del teatro dell’opera, il presente ma anche il futuro quindi gli chiediamo l’impegno di onorare il teatro Costanzi nei prossimi anni in una produzione.

Queste invece le parole del Maestro Domingo: “Quest’idea di una serata di musica spagnola è nata perché i miei genitori erano cantanti di zarzuela. La prima musica che ho sentito in vita mia era proprio la zarzuela perché mia madre ha cantato fino a pochi giorni prima del parto. Ho avuto la fortuna di essere figlio d’arte e di poter sentire la musica da subito. È un privilegio fare musica, c’è una comunione con il pubblico a prescindere dall’idioma in cui si canti ed è un privilegio poter fare felice il pubblico. La zarzuela è un po’ una sorella o una cugina dell’opera, può avvicinarsi al’operetta e ogni regione della penisola ha una musica diversa. Nella zarzuela non c’è solo la musica ma anche il dialogo. La narrazione drammatica di questo genere musicale arriva nella maggiorparte dei casi ad una risoluzione positiva, non si conclude quindi in tragedia come spesso avviene nell’opera. Dopo questa mia lunga assenza da quella famosa sera con Luciano e José è una grande emozione essere qui e spero che dopo l’ultima settimana a Verona in cui ho celebrato il mio cinquantesimo anniversario dal debutto in Arena il pubblico di Caracalla possa apprezzare questo concerto.”

Il Maestro ha in repertorio ben 151 diversi ruoli, ha dichiarato che le sue due opere più care sono Otello e Tosca perché sono quelle che ha maggiormente portato in scena. Tra le sue esperienze registiche a Roma, oltre all’Aida del 2005 proprio a Caracalla: “Nel 2000 ho avuto la grande gioia di dirigere la Tosca del centenario qui al Costanzi con Luciano (Pavarotti) che cantava Cavaradossi.” Negli oltre cinquant’anni della sua carriera dichiara di aver visto che i teatri d’opera sono aumentati, che l’opera è cresciuta in una maniera incredibile. “Io non sono uno che pensa che i miei tempi erano migliori, anche perché i miei tempi continuano!” E aggiunge che ci sono sempre stati i grandi interpreti, i grandi maestri, i grandi registi; i teatri oggi stanno creando anche un pubblico giovane e c’è una grande quantità di cantanti straordinari. L’unica velata critica viene rivolta alle regie, secondo Domingo bisogna controllare meglio il punto di regia, alcune volte le scenografie risultano anonime, non caratterizzanti l’opera, si deve narrare la storia, in alcuni casi si può spostare l’epoca ma soprattutto il pubblico nuovo deve avere un pizzico di tradizione nelle produzioni.

Il Maestro Domingo si è mostrato molto partecipe e disponibile regalando aneddoti simpaticamente teneri sull’esperienza artistica e umana che scaturì dal grande progetto con Pavarotti e Carreras: “Quel concerto nacque poiché José Carreras aveva avuto problemi di salute che lo avevano tenuto fuori dalle scene per oltre un anno e al suo ritorno ci propose un concerto tutti e tre. La nostra vita insieme fu molto divertente, anche nella scelta del programma, alcuni titoli erano ambiti da tutti e tre e ce li sorteggiammo. Con Luciano e José abbiamo trascorso molto tempo insieme, abbiamo condiviso molte esperienze e non abbiamo avuto mai nessun problema. Loro amavano giocare a poker, io invece non so giocare bene quindi guardavo le loro carte, ma stavo zitto e quando stavamo con Luciano si mangiava molto e bene.”

Stagione 2018/2019

GALA PLÁCIDO DOMINGO

“NOCHE ESPAÑOLA”

Durata: 1h 40′ circa

con PLÁCIDO DOMINGO

Direttore JORDI BERNÀCER

soprano ANA MARÍA MARTÍNEZ

tenore ARTURO CHACÓN-CRUZ

Con la partecipazione della Compagnia di ballo Antonio Gades di Madrid

Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma

Stage Director Stefano Trespidi

Visual Designer Ezio Antonelli

Computer Graphic Supervisor Roberto Santoro

Visual Disigner Assistant Federica Caraboni

Lo spettacolo è stato realizzato con la coordinazione di Ariosi Management

Biglietti da 35€ a 130€ (+15% di prevendita). I biglietti sono in vendita presso la biglietteria e il sito del Teatro dell’Opera e online sul sito TICKETONE.IT

Loredana Margheriti

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