Fornero: “Su riforma Lavoro no dogmi, monitoreremo”

Sulla riforma del lavoro “non c’è dogmatismo”, bisogna “essere disposti a monitorarla, a vedere se gli effetti si discostano dagli obiettivi posti e se così dovesse succedere bisogna avere la disponibilità eventualmente a cambiare qualcosa”. Lo ha detto il ministro del Lavoro Elsa Fornero. Il ministro, parlando in collegamento telefonico dal convegno ‘Occupazione e Welfare’, organizzato dalla Fondazione Craxi, ha spiegato che “la riforma del mercato del lavoro è un buon equilibrio tra esigenze spesso contrapposte delle parti”. Quindi, ha aggiunto, “se ci si sforza tutti insieme di guardare alle cose positive che ci sono e all’equilibrio che realizza, io credo che faremo un buon passo nella direzione di un futuro migliore per questo paese”.

La riforma del mercato del lavoro è una “norma complessa” quindi “dobbiamo fare nostro un atteggiamento pragmatico, che il controllo in itinere, in applicazione, delle riforme”, ha affermato Fornero. Per il ministro è questo “il metodo che dobbiamo usare”.

BERSANI, RISOLVERE ESODATI E ACCELERIAMO DDL LAVORO – Il Pd è pronto ad “accelerare” sull’approvazione del Ddl sulla riforma del mercato del lavoro ma chiede “una risposta non verbale” e rapida sul problema degli esodati. In questo caso è pronto anche a valutare ulteriori modifiche sul lavoro in un decreto legge. Lo ha spiegato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, a ‘Youdem’. Bersani ha ribadito che per il Pd risolvere il problema degli esodati è “un tema sociale acutissimo” ed è “una priorità”.

Bersani ha spiegato che il Pd sta dicendo al Governo “una cosa molto chiara”, cioé che è pronto “ad accelerare le norme sul mercato del lavoro, anche se non ci soddisfano e dovremo assolutamente tornarci su”. Ciò detto, “a fronte di questo ci vuole una risposta non verbale sul tema degli esodati perché non si può lasciare la situazione in così grave incertezza”. A chi gli chiede se fosse disposto ad apportare in futuro modifiche attraverso lo strumento di un decreto, Bersani ha risposto affermativamente: “può essere una cosa che può essere valutata, però a fronte di una iniziativa che riguarda gli esodati che per noi – ha ribadito – è una priorità”.

MARTONE, SIAMO REALISTI, FAREMO CIO’CHE E’ NECESSARIO – “E’ necessario un approccio realista, e quindi valutare come funzionano le istituzioni del mercato del lavoro e fare il necessario per risolvere i problemi”. E’ quanto ha affermato a proposito della riforma del lavoro il viceministro del Welfare, Michel Martone, a margine di un evento Uil. “Un’approvazione rapida entro il vertice del 28 è sicuramente un segnale importante che l’Italia prosegue sulla via del risanamento. Dopo l’approccio sarà quello di guardare con realismo al funzionamento degli istituti del mercato del lavoro e intervenire dove è necessario”, ha detto Martone.

GASPARRI, PER PDL ESODATI ASSOLUTA PRIORITA’ “Per il Pdl la questione degli esodati è un’assoluta priorità. La riforma delle pensioni andava fatta ma nessuno può essere abbandonato senza stipendio e senza pensione. Noi vogliamo che ci siano certezze per gli esodati. Il governo tecnico ha fatto troppi errori tecnici e non possiamo lasciare centinaia di migliaia di cittadini in preda alla disperazione”. Lo dice il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, che interverrà in Aula dopo l’informativa del ministro Fornero sugli esodati.

I PARTITI APRONO A UN SI’ RAPIDO, LA PAROLA AL GOVERNO – I partiti della maggioranza aprono alla richiesta fatta dal premier Monti ma non formalizzata ancora in Parlamento, di un’approvazione del ddl lavoro prima del Vertice europeo del 27-28 giugno. In questa direzione si sono espressi Giuliano Cazzola (Pdl) e Cesare Damiano (Pd).

Entrambi però chiedono alcuni impegni politici al governo, che dovrà ora pronunciarsi nelle sedi appropriate e non più solo in quelle giornalistiche. Determinanti saranno gli interventi oggi e domani al Senato e alla Camera sugli esodati del ministro Fornero, che incontrerà i capigruppo di maggioranza già oggi a Montecitorio. E non si esclude che in settimana il sigillo politico all’intesa arrivi da Monti e da ABC. La giornata è stata a due facce: in mattinata Pdl e Pd hanno ribadito le posizioni di ieri, con Renato Brunetta e Maurizio Gasparri che hanno respinto il “diktat” dell’esecutivo; poi nel pomeriggio c’è stata l’apertura.

Complice anche lo spettro dei mercati che non hanno dato tregua ai nostri Titoli di Stato, con lo spread di nuovo in crescita. A dare il là è stato il “lodo” lanciato da Pierferdinando Casini: approvare subito il ddl rinviando a un successivo “tagliando” la messa a punto del testo. Cazzola, ha a sua volta convenuto al sì rapido della Camera al provvedimento, con eventuale modifiche da concordare e da inserire nel successivo decreto sviluppo. E anche Cesare Damiano ha aperto a nome del Pd: l’ex ministro ha detto di “comprendere il significato politico ed economico” della richiesta del governo, che è realizzabile se l’esecutivo troverà con il Parlamento e le parti sociali “un accordo che definisca in modo contestuale” anche la vicenda degli esodati. Insomma su questi ultimi non si chiede più un decreto entro venerdì, bensì un accordo politico prima del Vertice Ue. Il tutto mentre i capigruppo della maggioranza, in contatto con il presidente Gianfranco Fini, concordavano un incontro con il ministro Fornero già oggi. Anche perchè finora non è arrivata ancora alcuna richiesta ufficiale di un’accelerazione dei tempi, come ha fatto osservare il presidente della commissione Lavoro, Silvano Moffa.

Attesissime dunque le parole di Fornero che risponderà alle interrogazioni sugli esodati in Senato e mercoledì alla Camera. Il ministro, che ha ribadito l’auspicio dell’approvazione del ddl entro il 28, sa che le sue risposte su questo punto non possono essere quelle dei giorni scorsi. Infatti oggi ha detto che su tale problema sta “lavorando”. Ed ha aperto anche all’ipotesi del “tagliando” alla riforma in tempi successivi se si vede che “qualche norma” non va. Oggi, presumibilmente nel pomeriggio, dopo il Senato, Fornero farà il punto con i capigruppo a Montecitorio. Dopo di che non si può escludere che possa essere necessario che siano i leader, Alfano, Bersani e Casini, a sigillare con Monti l’intesa.

(Ansa)

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