Forfait di Lega e Pdl alla Vigilanza, saltano nomine Rai

Seduta lampo quella della commissione Vigilanza della Rai, riunitasi oggi come seggio elettorale per l’elezione dei sette consiglieri di amministrazione Rai di sua competenza. Elezione che non è avvenuta a causa del forfait di Pdl e Lega, che hanno disertato la seduta facendo mancare il numero legale, visto che i loro rappresentati sono 21 sui 40 componenti l’intera commissione. Il primo a raccontare della riunione finita ancor prima di cominciare, è stato il capogruppo del Pd in Vigilanza, Fabrizio Morri : “Pdl e Lega si sono comportati da irresponsabili”, ha dichiarato irritato. Inoltre Morri ha annunciato che ora il presidente della commissione, Sergio Zavoli, convocherà un Ufficio di presidenza per definire una nuovo incontro per definire le nomine. “Il governo a questo punto deve convocare un vertice di maggioranza per un chiarimento sulla Rai, dopo che ci aveva chiesto di soprassedere alla nostra richiesta di modificare la legge Gasparri perché non c’erano i tempi e bisognava procedere con urgenza”, precisa ancora il capogruppo Pd in Vigilanza, che poi aggiunge: “Purtroppo credo che l’assenza di Pdl e Lega di oggi sia legata ai dissensi interni a quel partito e agli equilibri con la Lega. Un gioco politico che ha stancato anche l’opinione pubblica e che è fortemente penalizzante per la Rai”. Della stessa opinione Merlo, secondo il quale “il Pd si è mostrato molto più responsabile perché, pur volendo cambiare la governance, aveva aderito alla richiesta del governo di non lasciare la Rai nel guado”. Critico anche Vincenzo Vita del Pd: “Il Pdl si sta assumendo una gravissima responsabilità. Dovrà risponderne pubblicamente. Dopo aver detto che era urgentissimo il rinnovo del Cda, che non c’era tempo per cambiare la Gasparri, adesso non votano. Io credo che si tratti di una messa in scena perché non si sono messi d’accordo sui nomi”. Oltre al Pd alla votazione di oggi erano presenti diversi esponenti del terzo polo: i rappresentati dell’Udc, Flavia Perina di Fli, e uno dei due esponenti dell’Idv. Il radicale Marco Beltrami era presente ma non ha partecipato al voto.

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