Alla fine è successo quelle che mento ti aspetti. Un lungo applauso, anche se immediatamente declassato a pure gesto di cortesia, delle tute blu dell’Alenia al ministro del lavoro Elsa Fornero. Una cortesia, un rispetto per le istituzioni che rappresenta anche il riconoscimento ad un ministro, quello del Lavoro, per avere avuto il coraggio di ‘affrontare’ l’assemblea dei lavoratori dell’Alenia di Caselle. Elsa Fornero sapeva che la giornata sarebbe stata dura e che il suo tentativo di spiegare la riforma del mercato del lavoro sarebbe stata ‘osteggiata’ dalle tute blu. Ma ha avuto ‘coraggio’ e si è presentata all’incontro.. “Fornero, la riforma non va spiegata ma cambiata” e “Ci faccia la cortesia, prenda ripetizioni sul lavoro”. Con questi striscioni è stata accolta il ministro del Lavoro prima di fare il suo ingresso nello stabilimento industriale. E con i lavoratori è stata un vera assemblea: non sono mancati fischi, scontri verbali ma il ministro ha saputo ascoltare oltre che ribattere alle tute blu.
“Non è la riforma perfetta, lo sappiamo. Ma per noi è quella giusta. Lavorerò con il Parlamento da oggi pomeriggio perché la riforma venga approvata in tempi brevi”, ha affermato il ministro Fornero durante l’assemblea. “La riforma – ha spiegato la responsabile del Welfare- non guarda a ‘qualcuno’, siano le imprese siano i lavoratori. Si propone di guardare al futuro del Paese e di restituirgli il futuro per fargli rimettere in moto l’economia, per fare in modo che ci sia più lavoro per i giovani, tutele per tutti e non limitate a pochi”. “Sulla flessibilità in uscita, cioè la materia dell’articolo 18, la soluzione che abbiamo dato è quella che riteniamo equilibrata” ha spiegato il ministro ricordando “che non è piaciuta alle imprese né a una parte del sindacato”. Ma, precisa l’esponente del governo Monti, “il compito del governo era trovare una soluzione equilibrata in vista di permettere alle imprese di non considerare più il dogma: assumo e non posso più licenziare”. Ammette che la riforma delle pensioni “è severa” anzi è stata una “botta”. “Ma quando il malato è grave, non ci sono alternative”. E sui ‘nuovi’ esodati confessa la necessità di studiare nuovi provvedimenti.
Terminato il suo intervento, applaudito dai circa 800-1000 lavoratori presenti, il ministro ha risposto punto per punto alle diverse domande: art.18, questione esodati e costi della politica. Un applauso che il segretario della Fiom Giorgio Airaudo si è affrettato subito a classificare di ‘cortesia’. “Il ministro non ha convinto i lavoratori, che l’hanno spesso interrotto mentre parlava”, spiega il sindacalista. “Siamo usciti da questa assemblea con una convinzione precisa, non rinunciare a tentare di far cambiare idea a questo ministro e a questo governo”, ha aggiunto Airaudo. “Pensiamo che serva uno sciopero generale, che bisogna bloccare tutto il Paese perché non possono pagare solo i lavoratori”.
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