Fondo Vittime Amianto, l’Ona: “Risarcimento previsto insufficente”

L’amianto continua ad uccidere nel nostro paese; un nuovo “big killer” che silenziosamente si fa spazio nella quotidianità di ognuno di noi e che continua a mietere vittime.

Tenendo conto di tutte le patologie che l’amianto è in grado di cagionare, il bilancio sale, purtroppo, a più di 6.000 decessi ogni anno, in Italia, e sono oltre 107.000 le persone nel mondo che ogni anno muoiono per malattie collegate all’amianto, come accertato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità e confermato dalle Monografie IARC; eppure non si riesce a ottenere il bando totale di questo materiale.

Il governo italiano ha istituito il Fondo Vittime per l’Amianto anche grazie alle associazioni che ne hanno sottolineato la necessità, tra cui l’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona) che attraverso le parole del suo presidente, Ezio Bonanni dichiara “Tra i nostri obiettivi principali vi è quello della prevenzione primaria, che si realizza con la diffusione della cultura del rischio zero, esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, oltre che all’amianto, che è un killer silenzioso che non lascia scampo. L’unico sistema per evitare nuove malattie e quindi nuovi decessi è quello di evitare ogni forma di esposizione a queste fibre killer, e ciò attraverso la bonifica. Risarcire non è sufficiente, non c’è prezzo alla vita umana e alla sofferenza che le vittime e i familiari sono costretti a subire”.

L’Osservatorio Nazionale Amianto rende pubblica la proroga della normativa in materia di prestazioni dal Fondo Vittime Amianto in favore di coloro che risultino affetti da mesotelioma per i periodi dal 2015 al 2017, in seguito ad “esposizione familiare … ovvero per esposizione ambientale comprovata”.

Si tratta di una prestazione per un importo pari a 5.600 euro, che l’Ona e il suo presidente Bonanni, ritiene del tutto insufficiente, come tra l’altro ammesso dallo stesso Presidente del Fondo Vittime Amianto Giuseppe D’Ercole che ripercorre le dichiarazioni che lo stesso aveva già rilasciato nel corso del convegno svolto presso Inail un paio di mesi fa

L’Ona intende quindi da una parte permettere a tutti i cittadini, vittime dell’amianto che abbiano contratto il mesotelioma, per esposizioni familiari e ambientali, di ottenere tale indennizzo, ma al tempo stesso non rinuncia al giudizio critico per l’importo esiguo riservato ad ogni singola vittima, e soprattutto la sua limitazione alla sola patologia del mesotelioma. Sappiamo difatti che l’amianto provoca anche le seguenti, ulteriori, patologie come asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, con complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie e altri tumori: polmonare; alla laringe e all’ovaio; tumori del tratto gastrointestinale – faringe, stomaco e colon.

“Riteniamo, quindi, che il Fondo Vittime Amianto debba essere innanzitutto integrato per coloro che sono vittime professionali, che sia dignitoso anche per le vittime per esposizione ambientale e familiare e non limitato ai soli casi di mesotelioma, estendendosi a tutti i casi di patologie asbesto correlate e soprattutto senza che un’eventuale liquidazione di questo importo possa presupporre il venir meno del diritto alla rendita e/o al risarcimento dei danni”, ha concluso il Presidente dell’Ona.

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